Loggia Ungheria, chiuse le indagini sulla fuga di notizie: rischia il processo la “talpa” della Procura

7 Set 2023 16:41 - di Redazione

La “talpa” interna alla Procura di Perugia – un ex dipendente – che passò ai giornali notizie riservate sull’indagine degli uffici giudiziari eugubini relativa alla vicenda della cosiddetta Loggia Ungheria rischia di finire a processo ora che i magistrati hanno chiuso le indagini sulla “fuga di notizie”.

A rischiare il processo per le accuse di accesso abusivo a sistema informatico e rivelazione di segreto d’ufficio è un ex dipendente della Procura del capoluogo umbro che, all’inizio dell’estate aveva passato notizie riservate ai giornali.

“Nel mese di luglio dello scorso anno, a seguito del deposito della richiesta di archiviazione relativa all’indagine sulla Loggia Ungheria, era emersa la pubblicazione di notizie riservate relative al processo in questione su alcuni giornali”, scrive la Procura in una nota firmata dal capo procuratore Raffaele Cantone.

In particolare, ricostruiscono i magistrati, “all’esito di lunghi e complessi accertamenti informatici condotti dal Compartimento della polizia postale di Perugia sui computer e cellulari in uso all’indagato, indagini alle quali hanno collaborato anche i carabinieri del Comando provinciale di Perugia, sono emersi numerosi accessi, ritenuti allo stato illeciti, in quanto posti in essere per finalità estranee all’attività svolta presso questo ufficio, compiuti anche negli anni passati al sistema informatico Tiap dell’Ufficio”.

Dunque c’è un pregresso che sarà, probabilmente, ora indagato in profondità per capire anche quali documenti sono stati violati.

“Gli accessi in questione non hanno riguardato il solo processo alla Loggia Ungheria – scruve la Procura di Perugia – ma anche altri procedimenti penali in carico a questo Ufficio, pure in qualche caso di notevole rilevanza mediatica”.

Dagli accertamenti informatici è emersa “l’estrazione di “un numero particolarmente rilevante di documenti processuali, in alcuni casi anche coperti dal segreto investigativo”.

“All’esito della notifica – informa la Procura – l’indagato potrà ovviamente chiedere di essere interrogato per fornire la sua versione dei fatti e potrà depositare documenti ed elementi probatori a sua discolpa”.

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