Rai, Gasparri all’Usigrai: “Fate gli inquisitori ma non amate la trasparenza sulle vicende interne”

4 Ago 2023 13:47 - di Gabriele Alberti
Gasparri Usigrai

“L’Usigrai sceglie la condotta del coniglio e replica, senza rispondere, alle mie domande, scappando e dimostrando allergia al coraggio e alla verità. Sono abituati a fare gli inquisitori e non amano la trasparenza. Sono abituati a ottenere qualche promozione e non a rendere conto in modo pieno dei propri bilanci. Facciano uno sforzo e trovino il coraggio di rispondere. Non si vive solo per occupare qualche poltrona e prima o poi l’Usigrai lo capirà. Rispondano alle domande che ho fatto”. Così Maurizio Gasparri, senatore di Forza Italia e vicepresidente dell’aula di Palazzo Madama,  torna a incalzare il sindacato dei giornalisti Rai ai quali aveva chieto trasparenza su alcune questioni interne al sindacato poco chiare.

L’Usigrai non risponde alle domande di Gasparri

“Ci sono novità sulle cifre sottratte ai bilanci del sindacato unico dei giornalisti Rai? Ci sarà più trasparenza in fatto di bilanci? Ci saranno procedure di controllo che possano rassicurare chi si iscrive e paga quote che sono state in parte, a quanto pare, sottratte all’Usigrai? Ci sarà rispetto per le minoranze interne; o questo sindacato manterrà le sue prassi sovietico-centraliste? – incalza Gasparri: con una serie di interrogativi a cui il sindacato non ha risposto– . L’Usigrai poi ci può dire se tutti i propri collaboratori in passato abbiano avuto posizioni lavorative, fiscali e contributive in piena regola?”.  Il senatore pone questioni  circostanziate. :  “Bilanci oscuri e lavoro nero sono scelte impossibili per un sindacato certamente ‘rosso’. Evitino repliche a tarda sera senza rispondermi, tanto per dire che non hanno ignorato le mie parole. Rispondano alle domande, che possono essere fatte ma possono anche arrivare. Lo scandalo dei fondi rubati non si chiude qui. L’articolo 39 della Costituzione indica anche all’Usigrai la via del rispetto di tutti i propri iscritti. Non potranno scappare in eterno, fuggendo dalle domande e inseguendo poltrone e prebende. Io insisterò. E, a differenza loro, non scappo mai”, conclude Gasparri. La polemica si trascina da ore. E le risposte desiderate non arrivano. Anche Stampa romana aveva chiesto chiarezza sulla vicenda nel maggio scorso.

Gasparri all’Usigrai: “Voi che bacchettate Tizio e Caio…”

Il senatore di FI aveva posto da tempo tutta questa serie di quesiti: “L’Usigrai, il sindacato dei giornalisti della Rai, è sempre puntuale nel fare richiami e osservazioni. Anche in questi giorni è legittimamente intervenuto più volte per ‘bacchettare’ Tizio e Caio. Però vorrei rivolgere pubblicamente qualche domanda all’Usigrai, dai cui bilanci sono sparite, qualche tempo fa, cifre ingenti. Ci sanno dire a che punto sono le indagini su questa grave vicenda? Qual è l’attuale stato delle casse dell’Usigrai? Le persone coinvolte sono state ascoltate dall’autorità giudiziaria? Sappiamo che è stata dato anche incarico a una società di revisori di verificare cosa sia successo- aveva argomentato Gasparri-. E sarebbe importante sapere quali siano gli esiti di questi accertamenti; e se siano state fatte delle verifiche attente su un collaboratore su cui sono caduti importanti sospetti”. La parola all’Usigrai, dunque. Che però non risponde nel merito. Anzi, non risponde nel merito ad alcun quesito. In compenso riciccia in modo grottesco “l’occupazione” le “nostalgie”.

L’Usigrai non risponde e non fa chiarezza

“Rispondiamo garbatamente al senatore Gasparri che, evidentemente non pago di partecipare all’occupazione della Rai, oggi prova il salto di qualità e punta a interferire anche nelle vicende di un sindacato. Ci spiace per lui ma dovrà farci pace: è commissario di vigilanza sulla Rai, non sull’Usigrai…”. E’ quanto scrive in una nota l’esecutivo Usigrai. “Evidentemente nostalgico dei tempi in cui c’era il sindacato di Stato – prosegue la nota – si dimentica che per fortuna l’art.39 della Costituzione è ancora in vigore. E garantisce l’organizzazione libera dei sindacati. Gli unici doveri sono nei confronti degli iscritti che, infatti, sono stati e sono costantemente aggiornati su tutto ciò che riguarda la nota vicenda dell’ammanco”.

 

 

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