Galli della Loggia: “Meloni, unica leader in campo”. Schlein? “Con lei il Pd non vincerà mai”

21 Ago 2023 8:58 - di Ginevra Sorrentino
Meloni

Netto, circostanziato e argomentato: nel tirare le somme su Giorgia Meloni alla guida dell’esecutivo di centrodestra dopo dieci intensi mesi di governo e leadership internazionale, il giudizio dell’editorialista del Corriere della sera Ernesto Galli della Loggia rispondendo alle domande di Libero non lascia margini a dubbi o scappatoie demagogiche di sorta: «Giorgia Meloni è l’unica leader in campo. Lei è la donna che fa, mentre gli altri parlano e basta».

Meloni, Galli della Loggia a “Libero”: «È l’unica leader in campo»

Un commento che molto oltre un’apertura di credito a favore della premier e sulla traiettoria del governo di cui è alla guida, quello dello storico, che nella sua disamina non si sottrae neppure al confronto con altri protagonisti in campo avversario. A partire dalla segretaria del Pd, a proposito della quale il giornalista rileva: «Se l’obiettivo di un partito è vincere le elezioni, Schlein non fa vincere le elezioni».

Galli della Loggia promuove la Meloni e fa a pezzi la Schlein

Per non parlare, aggiunge Galli della Loggia, del «narcisismo di scialbe figure politiche che i giornali sollecitano». Aggiungendo in calce nomi e cognomi: «Renzi, Calenda, Provenzano, Orlando… che cosa propongono costoro, a parte schierarsi con Meloni o con Schlein?».

«Con lei il Pd non vincerà mai le elezioni»

Già, proposte e azioni: anche in questo caso, a giudicare dall’operato del Pd a guida Schlein, il commento dell’editorialista del Corsera è a dir poco tranchant: «La segretaria incarna una linea puramente movimentista, sempre presente ai comizi al fianco della Cgil. Sensibile alle rivendicazioni delle minoranze di ogni tipo». Una linea, quella dem, che l’intervistato non esita a definire «minoritaria».

Meloni senza rivali in ambito internazionale

E ancora. A fronte del vuoto cosmico della sinistra, la destra al governo – sottolinea Galli della Loggia – può vantare un premier che «fa molto bene in politica estera. Direi che si sta quasi rivelando il suo campo di elezione. Dicevano che con lei l’Italia sarebbe finita ai margini – prosegue l’editorialista – invece Meloni è apprezzata a Washington. E ha saputo crearsi una legittimazione come leader credibile e affidabile anche in Europa. Lo conferma il rapporto costruito con la presidente della Commissione Ue von der Leyen, o con il presidente del Partito popolare europeo, Manfred Weber. Partecipa ai vertici internazionali con piena dignità, vedendo anche accolto il senso delle sue richieste, come sui migranti».

Una «leader credibile e affidabile in Europa e apprezzata a Washington»

Non solo. Bando alle chiacchiere su populismo e corporativismo del governo, anche sul fronte interno a detta dell’intervistato, le recriminazioni stanno a zero. Così, alla domanda sulla decisione di tassare gli extramargini delle banche, Galli della Loggia rilancia: «Non scherziamo. Negli ultimi anni le banche hanno ricevuto ingenti risorse dallo Stato per alleggerire le proprie esposizioni attraverso la finanza pubblica. Non si può essere liberali quando si viene tassati e statalisti quando si chiedono i soldi».

Galli della Loggia promuove premier e governo anche sul fronte interno

Mentre sulle questioni in agenda in merito a tassisti e balneari, incalza: «In Italia sono tutti corporativi. Se non sbaglio neanche Mario Draghi è riuscito a risolvere la questione delle concessioni balneari né mi pare che il suo governo abbia aumentato le licenze dei tassisti. Neanche i governi con il Pd dentro, anzi faccio notare che il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, è un esponente del Pd e, se volesse, già domani potrebbe rilasciare tremila licenze in più. Perché non lo fa? Nessuno osa dare fastidio alle corporazioni».

«L’ossessiva evocazione del pericolo fascista è ridicola»

«Intanto l’opposizione le rinfaccia ogni giorno il suo essere di destra…», sottolinea Libero esortando un commento dell’intervistato. E Galli della Loggia, anche in questo, replica senza inutili perifrasi: «Di destra è un conto, fascista un altro. L’ossessiva evocazione del pericolo fascista è ridicola. Queste sono polemiche innescate da una sinistra che non riesce a formulare proposte concrete, aderenti alla realtà. Il modo di rispondere però non può essere sgangherato né aggressivo come spesso fanno diversi rappresentanti della destra. Serve un salto di qualità».

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