Reddito di cittadinanza, Zaia: «Andava rivisto, riceverà il sostegno chi ha davvero bisogno»

31 Lug 2023 10:40 - di Italpress

«Le distorsioni emerse in questi anni dimostrano che così com’era regolato il Reddito di cittadinanza andava rivisto». Lo dice in una intervista a “Il Corriere della Sera” il presidente del Veneto Luca Zaia. «Non le indico io, ma le inchieste della Guardia di finanza: c’è chi poteva lavorare e non l’ha fatto e chi, addirittura, ha lavorato in nero. Casi che non hanno diritto al Reddito di cittadinanza», sottolinea per poi aggiungere: «A chi ha veramente bisogno il sostegno dovrà essere garantito, come avviene in molti Stati europei. Gli altri dovranno cercarsi un lavoro. Questo passaggio era inevitabile». Poi prosegue: «Bisogna ricalibrare tutto il meccanismo. L’intervento serve a fare chiarezza e a procedere d’ora in poi in maniera puntuale. Chi avrà titolo per percepirlo lo avrà». Quindi sui tagli al Pnrr, dice: «Lamentarsi sarebbe scontato e fin troppo facile. Facciamo in modo che questo “nuovo” Pnrr ci aiuti a costruire una “nuova” Italia».

Dal reddito di cittadinanza al Pnrr, le parole di Zaia

«Anche il Veneto ha subito un taglio di 775 milioni. Io sono stato il primo, dopo lo scoppio della guerra, a suggerire una rinegoziazione del Pnrr, come previsto dall’art. 21 dello stesso». Ma non lo si è fatto perché «il governo di allora decise di andare avanti come previsto. Io però, a questo punto, ricordo che di quei 230 miliardi di euro una parte è a fondo perduto ma abbiamo anche preso a prestito un sacco di miliardi e li dobbiamo restituire». I tagli hanno fatto male: «Confido che il governo mantenga l’impegno annunciato a coprire gli investimenti saltati facendo ricorso al Fondo di coesione e sviluppo. Vigileremo perché succeda davvero».

«I Comuni sono in difficoltà»

Per il governatore veneto si poteva fare meglio: «Con un taglio chirurgico magari molti investimenti si potevano salvare. I Comuni sono in difficoltà perché hanno gli appalti in corso. Sarebbe grave se per l’inerzia di qualcuno pagassero tutti. L’Europa non ci aspetta e attende che passiamo dalle parole ai fatti». Come? «Prendiamo il taglio di 16 miliardi come una “riprogrammazione”. Come Paese abbiamo la possibilità di mettere a punto un nuovo progetto strategico dirottando gli investimenti sul Repower, cioè sulle fonti alternative. In Veneto prevediamo di spendere un miliardo e 600 milioni sull’idrogeno verde». (ITALPRESS).

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