Poliziotta uccisa nell’androne di casa a San Basilio: l’assassino è un collega che si suicida poco dopo

1 Giu 2023 13:25 - di Lorenza Mariani
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Il fragore dei colpi esplosi, l’odore acre della polvere da sparo e del piombo. Poi quel corpo di una donna nell’androne di uno stabile di Via Rosario Nicolò, nel quartiere periferico di San Basilio, nel quadrante nord est della capitale. Qualcuno ha chiamato dopo aver sentito tre colpi di arma da fuoco, e nel giro di breve le forze dell’ordine arrivano sul posto. Lì scoprono che la vittima della sparatoria è una poliziotta, che abitava proprio in quel palazzo, divenuto la scena del crimine.

Poliziotta uccisa nell’androne di casa a San Basilio

Le notizie arrivano frammentate, e ad ogni aggiornamento accrescono, se possibile, la portata dell’orrore della vicenda. Dopo il ritrovamento del corpo esanime della poliziotta, che gli agenti hanno rinvenuto riverso sul pavimento, i soccorsi non possono che prendere atto che per la donna non c’è nulla da fare. Il Messaggero fa sapere che la vittima si chiamava Pierpaola Romano. Che lavorava presso la Camera dei deputati. E che abitava lì dove è stata uccisa.

I residenti sentono tre spari e danno l’allarme

Alcuni testimoni riferiscono di aver visto arrivare davanti al palazzo un’auto – una Matiz bianca, segnala sempre il quotidiano capitolino – con a bordo un uomo che avrebbe sparato tre colpi a bruciapelo alla testa. Quando la polizia è intervenuta, intorno alle 11.25, per la donna non c’era più nulla da fare.

Poliziotta uccisa a San Basilio, scatta la caccia al killer

La caccia all’uomo per intercettare e neutralizzare l’assassino scatta immediatamente. E altrettanto celermente si chiude: il sospetto killer in fuga – che anche Repubblica riferisce sarebbe fuggito a bordo un’auto bianca subito dopo la sparatoria – è stato trovato senza vita. Gli inquirenti da subito non escludono che ci possa essere un collegamento tra i due episodi. E nel giro di breve arriva la drammatica conferma: a uccidere l’agente a San Basilio è stato un collega, che poi si è suicidato subito dopo.

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