Gualtieri rimuove i manifesti Pro vita contro l’utero in affitto. FdI: violenta censura di chi lede i diritti di donne e bambini

17 Mag 2023 21:49 - di Paolo Lami

Con un gravissimo gesto di violenza ideologica e di odiosa censura, il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, ha fatto rimuovere, su richiesta della Sinistra Civica Ecologica, i manifesti della Pro vita onlus che promuovevano la campagna a favore delle donne e dei bambini contro l’utero in affitto.

Jacopo Coghe, portavoce di Pro Vita Onlus non si da per vinto: “Proseguiremo con questa e simili campagne in favore delle donne, delle famiglie e dei bambini – avverte. – Forse l’amministrazione Gualtieri ci vuole dire che è a favore dell’utero in affitto? Non ci stupirebbe visto che il Sindaco era all’assemblea dei sindaci arcobaleno e ha intenzione di trascrivere i figli delle coppie gay all’anagrafe, che spalancherebbero le porte proprio alla pratica dell’utero in affitto”.

Come possono infastidire cartelloni che rappresentano un neonato dentro un barattolo?

Quei manifesti “sono pienamente legittimi e non contengono nessun messaggio né violento né sessista né che rappresenta la mercificazione del corpo femminile o dei bambini – si ribella Coghe. – Semmai è il contrario, sono una chiara denuncia proprio della mercificazione delle donne e dei bambini che avviene con la barbara pratica dell’utero in affitto, illegale in Italia. Veniamo censurati e attaccati perché difendiamo la legge. Le motivazioni della richiesta sono quindi inconsistenti e privi di fondamento giuridico”.

“La censura posta in essere dal Comune di Roma che ha disposto la rimozione dei manifesti di Pro vita e famiglia contro l’utero in affitto è gravissima – s’indigna Carolina Varchi, capogruppo della commissione Giustizia della Camera dei Deputati e prima firmataria della pdl di Fdi contro la maternità surrogata. – Si tratta di manifesti che avevano tra l’altro come obiettivo quello di informare su una raccolta firme a sostegno di una proposta di legge attualmente all’esame del Parlamento. A essere ‘violenta e lesiva del rispetto delle libertà e dei diritti delle persone’ non è la campagna di Pro vita ma chi lucra sul corpo della donna usandola come merce. Violento è chi lede la dignità e i diritti di donne e bambini”.

Rincara la dose il ministro per la Famiglia, la Natalità e le Pari Opportunità, Eugenia Roccella: “La decisione del Comune di Roma di far rimuovere i manifesti contro l’utero in affitto è molto grave, e denota una preoccupante volontà di censura politica e un altrettanto allarmante tasso di illiberalità”.

“E’ una decisione grave – commenta Roccella – perché censura non una pubblicità commerciale ma una iniziativa di partecipazione politica, finalizzata a una campagna di raccolta di firme. Per il sindaco Gualtieri i cittadini romani non devono essere informati su questa iniziativa, che è tra l’altro a sostegno di una proposta di legge attualmente in discussione in parlamento. Quanto al merito, visto che il Campidoglio invoca il rispetto delle persone e della loro dignità, ricordiamo che a ledere la dignità delle donne e a fare dei bambini un oggetto è proprio l’utero in affitto, di cui in Italia sono reato sia la pratica che la propaganda. Se davvero vuole battersi contro la mercificazione del corpo, il sindaco Gualtieri dovrebbe andare ad affiggere i manifesti in prima persona, schierandosi con le donne che difendono la libertà e l’inviolabilità del corpo femminile”, ha concluso la ministra Roccella.

“L’inefficace Giunta Gualtieri, ormai nota per la sua inoperosità sul fronte dei rifiuti, della sicurezza, dei trasporti e tanto altro, fa accumulare problemi su problemi sulle spalle dei romani ma – cala l’affondo il senatore di Fratelli d’Italia Andrea De Priamo –  si dimostra solerte e tempestiva se deve imporre una censura ideologica e culturale ad iniziative politiche”.

“La rimozione dei manifesti di Pro Vita e Famiglia è un gravissimo atto di limitazione della libertà di espressione e di partecipazione politica. Evidentemente, nei confronti di posizioni culturali difformi dalla sua, il sindaco Gualtieri ritiene legittima l’arma della censura e del bavaglio, in barba a qualsiasi libertà che invece dovrebbe essere garantita”.

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