Vienna, gli 007: possibili attentati islamisti alle chiese. E scatta l’allerta

15 Mar 2023 12:50 - di Paolo Lami

Una segnalazione dei Servizi segreti austriaci, la Bvt, l’Ufficio per la protezione della Costituzione e la lotta al terrorismo, su possibili attentati di matrice islamista contro le chiese ha fatto scattare l’allarme terrorismo a Vienna dove la polizia ha aumentato il livello di sicurezza della città inviando pattuglie armate attorno ai siti sensibili, compresi, ovviamente, anche i luoghi di culto, dopo aver ricevuto un avvertimento dall’intelligence interna.

Il rischio è di un “attentato di matrice islamista” e, come spiega su Twitter la polizia viennese, “quanto questo stato di allerta durerà non è ancora dato a sapersi”.

La polizia di Vienna ha parlato di “minaccia generica di un attacco contro le chiese”.

L’intelligence dell’Austria era pesantemente finita sotto accusa dopo il grave attentato del 2 novembre 2020 che aveva colto di sorpresa gli 007 allorquando il ventenne Kujtim Fejzulai, simpatizzante dell’Isis, nato in Austria da genitori di etnia albanese della Macedonia del Nord e con doppia cittadinanza austro-nordmacedone, armato di fucile, pistola e machete aveva ammazzato 4 persone ne aveva ferite 23.

L’intelligence austriaca ma anche la stessa polizia avevano in mano parecchi elementi all’epoca per fermare prima Kujtim Fejzulai e impedirgli di fare una strage.

Secondo un rapporto della speciale  Commissione d’inchiesta istituita successivamente per indagare sulla mattanza compiuta a Vienna, i Servizi segreti dell’Austria sarebbero incorsi in clamorosi errori ed omissioni che hanno poi consentito a Kujtim Fejzulai di muoversi praticamente indisturbato nella preparazione e nell’esecuzione dell’attentato avvenuto, va ricordato, con i locali della Capitale strapieni perché era stato annunciato che a mezzanotte sarebbe scattato il lockdown.

Questa circostanza aveva ovviamente attirato migliaia di persone nel centro di Vienna intenzionate a spendere al meglio la serata prima di essere rinchiuse in casa per il confinamento deciso in seguito alle notizie allarmanti sulla pandemia.

Fu, dunque, in questo scenario che Kujtim Fejzulai fece fuoco in pieno centro a Vienna, nei pressi della Sinagoga, contro la folla che si accalcava nei locali. La polizia riuscirà a fermarlo, uccidendolo, solo dopo nove minuti dall’inizio della strage.

Il problema è che, come ha accertato la Commissione d’inchiesta, l’intelligence aveva diversi elementi su cui basarsi: Fejzulai era stato scarcerato in anticipo dal carcere dove aveva scontato una pena per reati di terrorismo.

Ma il percorso di Kujtim Fejzulai dice che è incredibile come sia passata inosservata la sua decisione di fare una strage di matrice islamista.

Radicalizzato nella moschea di Melit Ibrahim da adolescente ed era stato ulteriormente radicalizzato dalla propaganda online dell’Isis.

Fejzulai era stato precedentemente condannato per aver tentato di attraversare il confine turco in Siria per unirsi all’Isis.

Nel 2018 Fejzulai era stato arrestato dalle autorità turche per comportamento sospetto ed era poi stato rispedito in Austria.

Il 25 aprile 2019, Fejzulai è stato condannato a 22 mesi da scontare in una prigione austriaca ma era stato poi rilasciato in anticipo all’inizio di dicembre 2019 a condizione che fosse regolarmente monitorato dai Servizi in libertà vigilata e che partecipasse a un programma di deradicalizzazione.

E, invece, pochi mesi dopo, luglio 2020, Fejzulai sarebbe stato identificato in Slovacchia assieme ad un altro uomo, dove ha tentato di acquistare munizioni ma non è riuscito a produrre le richieste licenze di armi da fuoco.

A quel punto le autorità slovacche hanno allertato i funzionari austriaci in merito alla presenza del macedone in Slovacchia e ai suoi tentativi di procurarsi munizioni per il suo AK-47.

Insomma ora si capisce il motivo per cui anche di fronte ad una generica minaccia di attentati di matrice islamista contro le chiese, sia immediatamente scattata l’allerta dell’Austria con team specializzato in prossimità delle chiese.

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