Un milione e mezzo di telespettatori per il duello tv tra Bersani e Bocchino. Il giallo della parolaccia (video)

29 Mar 2023 12:18 - di Penelope Corrado
Bocchino, Bersani

Se la calma è la virtù dei forti, Pierluigi Bersani ieri sera su La7 è parso parecchio debole nel duello tv con Italo Bocchino, a Otto mezzo.

L’ex segretario del Pd ha perso più volte l’aplomb e la misura, facendosi scappare anche qualche imprecazione, non sfuggita ai Social, palesando plasticamente tutta la difficoltà a controbattere alle argomentazioni del direttore editoriale del Secolo d’Italia.

Il giallo della parolaccia di Bersani

La solita retorica dell'”Allarme son fascisti”

Nel talk show pre-serale di La7 condotto da Lilli Gruber, non è mancata la solita stucchevole retorica dell’”allarme son fascisti”, riperticata da Bersani. «Credo che la destra italiana non abbia più nessun esame da superare, che altre forze non hanno superate. Penso ai 5 Stelle che talvolta hanno ecceduto».

«Ho ritenuto la frase sulle Fosse Ardeatine “inaccettabile”. Se giura sulla Costituzione il 25 aprile lo festeggia». «Ma tu vedi fascisti in giro?», chiede Bocchino. E Bersani sibilla: «Se vuoi ti porto qualche foto».

Ma è sul codice degli appalti che la puntata si fa incandescente. «La riforma del codice degli appalti – ricostruisce Bocchino – è un’idea del governo Draghi, che delegava ai magistrati di scriverlo. L’obiettivo stabilito dall’articolo 1 è la semplificazione. Non l’ha fatto Giorgia Meloni, non l’ha fatto Salvini che adesso qualcuno vuole incolpare, ma l’ha voluto Draghi».


E qui la stoccata del direttore editoriale del Secolo al contendente. «Bersani allora parlamentare ha votato la legge delega sul codice e quel testo è stato prevalentemente durante il governo sostenuto da Bersani. I controlli sono immutati. Ai giornali di sinistra dico che devono decidere, o il governo Meloni è vergognoso nel perdere i soldi del Pnrr o è vergognoso nell’accelerare le procedure. Ciò non significa abbassare la guardia rispetto alle infiltrazioni criminali e alla corruzione, significa favorire il processo di realizzazione delle opere. Mi meraviglio di Bersani che dice che è una vergogna un testo scritto da qualcuno che lui ha delegato». 

Bocchino a Bersani: “Il codice degli appalti lo hai votato anche tu”

L’ex segretario Pd perde la pazienza. «Scusami Bocchino – replica Bersani – ma stiamo scherzando? Sei d’accordo con subappalti a go go?” replica Bersani, che spiega: «Io sono d’accordo con la delega e con quanto ha fatto il Consiglio di Stato. Ma perché Salvini non ha preso quel testo già pronto e l’ha approvato? Ci ha aggiunto tre o quattro deregolazioni. Qui non si difendono cittadini, lavoratori o legalità, ci sono anche norme criminogene».

«Hanno vinto le elezioni – ribatte l’ex deputato di An – tu nei hai fatte tanti di deregolazioni… Salvini ha fatto delle piccole modifiche perché hanno vinto. Se uno vince porta le sue decisioni all’interno del procedimento legislativo. La sensibilità del proprio elettorato va ascoltata», chiosa Bocchino con un sorriso.

E ha da sorridere anche Lilli Gruber: ieri Otto e mezzo ha raccolto 1.522.000 spettatori (pari al 7.2%).

 

 

Commenti

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  • Giancarlo 29 Marzo 2023

    Grande Sig Bocchino cosi sii strapazza un vecchio comunista che l unica cosa che dice il fascismo.ormai gli un’unici dittatorielli sono loro, e quello che anno fatto fino ad ora