Meloni dopo il Consiglio Ue: risultato ottimo. Macron? Se l’Italia non è d’accordo può e deve dirlo

10 Feb 2023 13:11 - di Redazione

Italia protagonista in Europa. Giorgia Meloni ha illustrato gli esiti del Consiglio straordinario europeo. «La posizione italiana – ha detto – è pienamente entrata nelle conclusioni e possiamo essere molto soddisfatti di questo risultato soprattutto sul tema dell’immigrazione, rispetto al quale si stabilisce il principio che si cambia approccio. Un approccio molto diverso da quello visto negli ultimi anni. Ora, se l’immigrazione è un problema europeo  ha bisogno di una risposta europea». Ma questo non è stato l’unico risultato. «Abbiamo chiesto e ottenuto che il dibattito sul tema si concentrasse sulla protezione dei confini esterni. Prestando un’attenzione adeguata alla rotta mediterranea. Finalmente – ha aggiunto – si è posto anche il problema di regolamentare i salvataggi in mare e di un impegno comune sui rimpatri».

Le relazioni dell’Italia con la Francia

La premier ha poi ribadito il suo punto di vista sull’invito all’Eliseo di Zelensky da parte del presidente francese. «L’Italia – ha detto – deve contare in Europa al punto da poter dire se su una cosa non è d’accordo, non è che stare in una foto ci dà automaticamente prestigio. A noi sull’Ucraina interessa soprattutto dare un messaggio di compattezza. Non è facile per nessuno di noi gestire il tema dell’Ucraina con l’opinione pubblica, le persone sono spaventate e preoccupate. Quello che noi facciamo per sostenere l’Ucraina ritenendolo giusto, sul piano del consenso può non essere la soluzione migliore ma abbiamo privilegiato ciò che era giusto. L’importante era stare nella foto dei 27 con Zelensky».

Dall’Europa doveva essere dato un messaggio di compattezza

Il messaggio da dare da parte dell’Ue doveva essere dunque di unità e compattezza per questo le cene a tre, magari con l’occhio al consenso interno, non sono state una mossa felice. «Non mi interessa – ha chiarito – stare in una foto che non condivido». Anticipare quel messaggio di compattezza «con una riunione a tre era politicamente sbagliato. Usciamo dal tema se c’eravamo o no nella fotografia. Non ho condiviso quell’anticipazione e l’ho voluto dire. I rapporti col presidente francese sono politici e non personali, non parliamo di gelo, perché non è che ci facciamo i dispetti come i ragazzini di sei anni».

No all’Europa “dei club”, dialoghiamo con tutti

Meloni ha rivendicato la strada del dialogo con tutti in Europa. Che non è isolamento o arroccamento sulla linea dei Paesi Visegrad, ma negare l’idea di una «Europa dei club», di una Europa di seria A e di una di serie B perché, come avvenne col Titanic, stare in prima o in terza classe non ha importanza. «Si affonda tutti insieme». Nel colloquio con Zelensky, ha affermato ancora, il presidente ucraino ha ricevuto assicurazioni sull’invio del sistema di difesa aereo Samp-T. Zelensky ha anche rinnovato l’invito alla premier italiana a recarsi a Kiev. «Un viaggio sul quale – ha concluso Meloni – ci stiamo organizzando».

 

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