Anarchici scatenati minacciano di morte un manager. L’attacco allo Stato c’è, basta coccole a Cospito

16 Feb 2023 20:14 - di Redazione
anarchici

Gli anarchici alzano il tiro e minacciano di morte un manager nel nome di Alfredo Cospito. Le minacce contenute nella lettera dattiloscritta inviata dalla Fai a diverse aziende e rivelata dll’Adnkronos è indirizzata a un manager che lavora nella sede torinese di un’impresa dell’automotive. La lettera è stata però inviata alla sede di Bolzano della stessa azienda.  Il settore dell’automotive comprende tutte le imprese coinvolte nella produzione di autoveicoli, a partire dalle imprese che producono materie prime (plastiche, coloranti, prodotti chimici, vernici, tessuti).

Il volantino “per Alfredo Cospito fratello e compagno”

“Per Alfredo Cospito fratello e compagno”. Inizia così il delirante volantino della Federazione degli Anarchici recapitato in una busta gialla a diverse aziende e a un giornale. “La Fai, federazione anarchica informale, non dimentica Alfredo e gli altri compagni e per risposta all’attacco alla libertà del movimento anarchico colpirà gli uomini per far morire le strutture”. Il manager, individuato come obiettivo, viene descritto nella lettera come “l’anima nera delle operazioni di mercato (…), al servizio della guerra che alimenta la morte in Ucraina”. Diverse procure del Nord si sono attivate sulla lettera di minacce di morte anarchiche. Gli investigatori sono al lavoro per accertare la veridicità del messaggio intimidatorio e se il testo sia effettivamente riconducibile alla Fai, la Federazione anarchica informale di Alfredo Cospito che la firma.

La mittente della lettera con minacce è Anna Beniamino

Secondo quanto apprende Adnkronos, è Anna Beniamino, la compagna di Alfredo Cospito e militante anarchica reclusa a Rebibbia in sciopero della fame in solidarietà con lui, la mittente indicata nella lettera di minacce. Nell’etichetta bianca sulla busta gialla Anna Beniamino è indicata come avvocato e tra il nome e il cognome vi è un altro nome falso. Nell’indirizzo una simbolica via della Libertà a Terni. Proprio nel carcere umbro, infatti, Alfredo Cospito raccontò ai parlamentari in visita – a quanto risulta dalla relazione del Gom della polizia penitenziaria – come fosse tranquillo, potendo scrivere libri ed esprimere le sue ideologie e il suo pensiero.

Piantedosi: livello di attenzione alto

E ora anche le forze politiche più compiacenti verso gli anarchici devono prendere atto che il clima di allarme esiste e non si tratta di una generica ricerca del nemico da parte della destra come imprudentemente aveva affermato Massimo Giannini, direttore del quotidiano torinese la Stampa. Il Pd, dopo avere mandato i suoi parlamentari in carcere in visita ad Alfredo Cospito, ora chiede che il ministro dell’Interno venga in aula a riferire sulle minacce anarchiche.

‘«Sono modalità già viste, adesso l’importanza, l’attendibilità, la concretezza, la pericolosità sarà valutata dagli inquirenti». Lo ha dettoMatteo Piantedosi. «Noi abbiamo un livello di attenzione già alto. C’è l’attenzione massima delle forze dell’ordine che su questo tema sono state puntuali».

E Alfredo Antoniozzi, vicepresidente del gruppo parlamentare di Fratelli d’Italia alla Camera, osserva: “Le gravi minacce dei gruppi anarchici, che annunciano un omicidio per rivendicare la situazione di Alfredo Cospito, ci confermano che le valutazioni di Nordio sulla permanenza del 41 bis sono corrette e che manca una condanna unanime sulle attività eversive degli anarchici”.

“Si tratta di minacce attendibili purtroppo – aggiunge Antoniozzi – in un contesto che ha già dovuto vedere il rafforzamento della scorta per ministri e sottosegretari. Serve una risposta non ambigua da parte dei settori della sinistra – continua – per isolare culturalmente chi, in sostanza, protesta perché il Governo non cede su una misura essenziale contro la mafia. Bisogna realmente evitare che l’eversione prevarichi i valori democratici e costituzionali che ognuno di noi è chiamato a condividere”.

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