“Violenza e spregiudicatezza”, ecco perché il polacco Chomiak resta in carcere: può colpire ancora

4 Gen 2023 20:04 - di Paolo Lami

Rischio di reiterazione del reato e di pericolo di fuga per Alexander Chomiak, il 24enne polacco arrestato per il tentato omicidio di una turista israeliana accoltellata dal giovane il 31 dicembre scorso a l’interno della stazione ferroviaria di Roma Termini mentre la ragazza era intenta ad acquistare un biglietto ad una emettittrice elettronica.

Ed è sulla base di questi gli elementi che, secondo i magistrati, Alexander Chomiak, un’esistenza da clochard deve restare in carcere.

È il gip di Milano, Natalia Imarisio a spiegare, nel provvedimento con cui convalida il fermo in carcere, i motivi della decisione.
Alexander Chomiak, sprovvisto di documenti, di fissa dimora e di stabile attività lavorativa, resta dunque a San Vittore perché dalle fasi dell’aggressione – riprese dalle telecamere della stazione ferroviaria – emerge una ”violenza ed inquietante spregiudicatezza, non solo nella scelta della vittima – una giovane donna sola – ma anche nella commissione del fatto in luogo pubblico e certamente presidiato”, oltre che “dalle criminogene condizioni di vita del giovane che ha persino ammesso “di commettere ‘talora’ furti per procurarsi da mangiare” ad esempio lo scorso 27 dicembre quando è stato identificato dopo un tentativo di furto in un bar di Roma.

“A dimostrazione del modus vivendi costantemente improntato alla devianza – si legge nel provvedimento, – egli ha fra l’altro tranquillamente ammesso di aver rubato (almeno) uno dei tre coltelli di cui è risultato in possesso al momento del fermo”.

Contro di lui ci sono “gravi indizi di colpevolezza” a partire proprio dalle riprese delle telecamere che catturano l’aggressione e la fuga e anche quando il giovane si ferma per raccogliere il coltello con cui ha colpito la vittima di 24 anni.

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