Houellebecq contro i musulmani: la Moschea di Parigi ritira la denuncia. Cosa aveva detto lo scrittore francese

7 Gen 2023 16:54 - di Redazione

La Grande Moschea di Parigi ha ritirato la denuncia contro lo scrittore francese Michel Houellebecq, 66 anni, che in un’intervista di fine dicembre alla rivista “Front Populaire” aveva definito i musulmani come una minaccia per la sicurezza dei francesi. Il rettore della Grande Moschea, Chems-Eddine Hafiz, ha annunciato di “rinunciare al procedimento giudiziario” contro Houellebecq per le sue parole definite “violente” ed “estremamente gravi” contro i musulmani di Francia.

A mediare sarebbe stato il rabbino Korsia

Secondo la stampa francese, sarebbe stato il rabbino capo Haïm Korsia a mediare tra il rettore della Grande Moschea e l’autore di romanzi bestseller come “Le particelle elementari“, “Sottomissione” e “Annientare“.

Su Twitter, la Grande Moschea di Parigi ha scritto che Houellebecq ha ammesso che alcuni paragrafi dell’intervista “sono ambigui” e che intende spiegare “meglio” il suo punto di vista “sperando di non offendere i musulmani”.

L’Islam è una religione spesso bersaglio degli scritti di Houellebecq

Se l’Islam come religione è già stato uno dei bersagli di Houellebecq, questa volta nell’intervista al centro delle polemiche sfociata in una denuncia si riferiva direttamente ai musulmani: “Il desiderio della popolazione francese autoctona non è che i musulmani si assimilino, ma che smettano di derubarli e aggredirli. Oppure, altra soluzione, che se ne vadano“.

Houellebecq: sono un islamofobo part time

Sulle colonne di “Le Point” del 4 gennaio, Michel Houellebecq aveva ribadito il concetto, affermando tra l’altro: “Questa volta sono accusato di islamofobia, il che è più rilevante. L’Islam è una religione che non mi ispira molta considerazione, quindi in un certo senso mi dichiaro colpevole; a patto di aggiungere che sono un islamofobo part-time. In realtà, ho poco interesse per l’Islam. Avevo riletto il Corano nella sua interezza quando stavo scrivendo ‘Sottomissione’; questo mi è bastato”.

Il giorno dopo, ha rivisto il suo discorso a “Le Figaro”, spiegando in particolare che ciò che i francesi “chiedono, anzi pretendono, è che i criminali stranieri siano espulsi e, in generale, che la giustizia sia più dura con i piccoli criminali”.

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