Gasparri: “Pd ridicolo, ulula sulla nomina di Castelli. La bulimia di poltone è storia tutta di sinistra”

5 Gen 2023 16:52 - di Angelica Orlandi
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Grotteschi piagnistei. Le nomine e gli avvicendamenti sono buoni e giusti solo se è il Pd a farli. La rabbia della sinistra sulla nomina del senatore i Guido Castelli a commissario della ricostruzione post terremoto del centro Italia al posto di Giovanni Legnini è una roba inverosimile. “Cacciano Giovanni Legnini da commissario per il sisma in centro Italia e Nicola Magrini da direttore dell’Agenzia del farmaco. Hanno demeritato? No, è vero l’opposto. È che ha vinto la destra e per loro vincere non vuol dire governare ma comandare”, ha urlato  Così Gianni Cuperlo su twitter. Una reazione isterica che vale per tutte quelle pervenute dal Pd.

Nomine, il Pd ridicolo. “Piange” quando a farle sono altri

Gli ha risposto Foti, capogruppo di FdI alla Camera. “Ci vuole proprio la faccia di bronzo del Pd per parlare di spartizione di poltrone sul terremoto. Basterebbe elencare i ‘compagni eccellenti’ che hanno rivestito quel ruolo: da Vasco Errani a Giovanni Legnini passando per la De Micheli. Adesso, con Guido Castelli, avremo finalmente una persona che non andrà a rivestire la carica di commissario per il terremoto con lo scopo di occupare una poltrona e avere uno stipendio; ma un Senatore in carica che affronterà e si impegnerà a risolvere i problemi legati alla ricostruzione. E lo farà insieme al Governo nazionale”. Con una postilla non indifferente: “Speriamo che Castelli, tra le altre cose, possa rendere trasparente la gestione di una struttura; che, in questi ultimi tre anni, è diventata elefantiaca e si è dotata di centinaia di consulenti strapagati”.

Nomine, Gasparri: “La legge le prevede. Pd e M5S analfabeti della politica”

Oggi a silenziare e a ridicolizzare le ire del Pd è il senatore di Forza Italia, Maurizio Gasparri: “Gli ululati della sinistra, per alcuni avvicendamenti della burocrazia nell’amministrazione dello Stato, sono semplicemente ridicoli. Anche analfabeti della politica o i compagni di partito di Panzeri potrebbero capire che in Italia c’è una legge che prevede che entro 90 giorni dall’insediamento del nuovo governo alcuni incarichi possano essere confermati o revocati. È la legge che prevede questa possibilità. E quindi ipotizza sia la conferma che la sostituzione di una persona che svolga un determinato incarico. Del resto è comprensibile che un nuovo governo voglia avvalersi di collaboratori di propria fiducia e che siano in sintonia con le indicazioni dell’esecutivo”.

Nomina Castelli, Gasparri: “Il governo vada avanti così”

Il vicepresidente del Senato non le manda a dire e con chiarezza aggiunge: “Peraltro, in questa occasione, abbiamo un governo politico, frutto di un chiaro responso della volontà elettorale. Cosa che non accadeva dal 2008. Ci sono stati governi tecnici e governi guidati dal Pd, senza l’avallo della volontà popolare; e un reggimetto grillino, con formule cangianti; guidato da Conte tra una vacanza di lusso e l’altra, pronto a lottizzate schiere di inadeguati. Pertanto chi si lamenta è fuori dalla realtà. Il ricambio è previsto dalle norme, è comprensibile per una logica situazione modificatasi sul piano politico ed istituzionale; con un governo finalmente espressione della volontà popolare e non delle alchimie di Palazzo. Il governo non abbia esitazioni e vada avanti. Anzi. A mio avviso -sottolinea il senatore azzurro- deve fare di più. Deve cambiare persone che boicottano l’attività del Parlamento e dell’esecutivo stesso, figure inadeguate”.

“Letta e gli altri chiedano scusa per le loro invasioni barbariche”

E non è finita qui: “Quelli che urlano si ricordino dell’occupazione sistematica di potere che hanno realizzato Pd e grillini; secondo lo stile barbarico e bulimico della sinistra, privilegiando persone molte volte incompetenti e inadeguate. Il nuovo governo vada avanti. Cambi decine e decine di persone. Lo faccia presto e per il bene del Paese. Ovviamente attingendo alle migliori competenze a disposizione e nel pieno rispetto delle regole esistenti. Come sta già facendo. A Letta e agli altri cosa dire: studino di più e chiedano scusa per le invasioni barbariche nello Stato senza legittimazione del voto. Dicano meno sciocchezze e si scusino per il Qatar”, conclude un Gasparri monumentale. Applausi.

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