È morta Gina Lollobrigida, mitica Bersagliera dal fascino gitano che stregò Hollywood

16 Gen 2023 14:22 - di Priscilla Del Ninno
Gina Lollobrigida

È morta Gina Lollobrigida, l’attrice simbolo della bellezza italica protagonista di un cinema di cui ha incarnato fascino, seduzione e ribellione. Procace, inquieta, mediterranea, la Lollo – come la chiamavano ammiratori e fans – dotata di una bellezza esuberante e di un carattere volitivo ma, come per tutte le dive, facile ad arrendersi al vezzo del capriccio, ha segnato tra estro, talento e una fortissima personalità, la storia del cinema italiano del dopoguerra. E per tutti è e resterà sempre, la Bersagliera.

Addio a Gina Lollobrigida

Aveva 95 anni, vissuti sempre da diva e fino all’ultimo. Nei primi anni ’50 compare in tantissimi film, ma nell’immaginario collettivo resta la “Bersagliera”, la popolana bella ed intraprendente di Pane, amore e fantasia, la pellicola del 1953 diretta da Luigi Comencini, in cui recita al fianco del grandissimo Vittorio De Sica. Questa parte la consacra star internazionale: le vale una nomination ai British Academy Awards come miglior attrice straniera, aprendole le porte di Hollywood.

Indimenticabile Bersagliera…

E suggellando una carriera che, tra riconoscimenti critici e successi di pubblico, ha annoverato – tra i tanti premi – sette David di Donatello, un Golden Globe, due Nastri d’Argento e una stella sulla celebra passeggiata delle star, la Hollwyood Walk of Fame. Diretta dai più grandi registi italiani, maestri di ieri e miti di sempre – da De Sica a Germi, passando per Monicelli e fino a Soldati – la Lollo ha lavorato accanto ai più celebri divi dello star system internazionale come Burt Lancaster, Humphrey Bogart, diretta da John Huston e King Vidor.

Ha lavorato con i più grandi registi e i più rinomati attori

Apprezzata all’estero per la sua tipica bellezza mediterranea, ha lavorato con registi come John Huston, René Clair e King Vidor. Apice di una carriera inaugurata nel segno della competizione femminile. Dapprima battuta da Lucia Bosè al concorso per l’elezione di Miss Italia 1947. Poi in concorrenza con Silvana Pampanini. Quindi con Sophia Loren, e soprattutto in anni in cui quella tendenza degli italiani a dividersi tra due schieramenti, dopo Coppi e Bartali coinvolse anche la Lollo e la Loren, che spaccarono a metà l’universo di spettatori ammaliati ora da una, ora dall’altra procace protagonista.

Perfettamente a suo agio in ruoli di zingare o contadinelle

E allora, bella, allegra e combattiva. Perfettamente a suo agio in ruoli di zingare o contadinelle, al centro di trame avventurose o di piccole storie paesane – come in Fanfan la Tulipe (1952) di Christian-Jaque o proprio in Pane, amore e fantasia (1953) di Luigi Comencini – Gina Lollobrigida ha dimostrato con molte delle sue performances. E in molti dei suoi film, di poter affrontare con successo anche ruoli drammatici. Come per esempio in Mare matto (1963) di Renato Castellani.

Gli esordi con Germi, l’avventura francese

Malgrado il suo temperamento vivace, le furono assegnate inizialmente parti di ragazza ritrosa e timida. Come l’attricetta Margherita in Vita da cani (1950) di Steno e Mario Monicelli. O la dolce Stella in Enrico Caruso, leggenda di una voce (1951) di Giacomo Gentilomo. Ma fu Pietro Germi a intuire le sue potenzialità, tanto da affidarle il ruolo della delatrice Daniela in La città si difende (1951). Chiamata in Francia, la Lollo incontrò finalmente il suo personaggio ideale: la zingara Adeline La Franchise, innamorata e dispettosa protagonista di Fanfan la Tulipe, da lei interpretata con enorme successo al fianco di Gérard Philipe.

Il periodo Hollywoodiano di Gina Lollobrigida

Con cui Gina Lollobrigida reciterà di nuovo in Le belle della notte (1952) di Renè Clair, nelle succinte vesti di un’odalisca. E fu con Humphrey Bogart e Jennifer Jones nel cast di Il tesoro dell’Africa (1953) di John Huston. Il suo impegno all’estero proseguì con film come Trapezio (1956) di Carol Reed, con Burt Lancaster e Tony Curtis. E il plumbeo Notre-Dame de Paris (1956) di Jean Delannoy, dal romanzo di Victor Hugo, in cui ha la parte di Esmeralda, ancora una volta una zingara, accanto ad Anthony Quinn (Quasimodo).

Tra kolossal e commedie romantiche

Chiamata a Hollywood, Lollobrigida recitò al fianco di Frank Sinatra in Sacro e profano (1959) di John Sturges, nel kolossal biblico Salomone e la regina di Saba (1959) di King Vidor, con Tyrone Power (morto improvvisamente durante le riprese e sostituito da Yul Brynner), e in due commedie della Universal, Torna a settembre (1961) di Robert Mulligan e Strani compagni di letto (1965) di Melvin Frank, entrambe accanto a Rock Hudson.

La Fata Turchina, l’ultimo ruolo di Gina Lollobrigida

L’ultima grande apparizione di Gina Lollobrigida è stata in televisione, riscuotendo uno straordinario successo di popolarità vestendo i panni della Fata dai capelli turchini nello sceneggiato Le avventure di Pinocchio (1972) di Luigi Comencini. Abbandonata la carriera di attrice, dal 1975 la Lollobrigida si è dedicata alla fotografia e alla scultura. Ha pubblicato il libro fotografico Italia mia (1972) e ha diretto due documentari, Le Filippine (1972) e Ritratto di Fidel (1975).

Sotto, una celebre scena di “Pane, amore e gelosia”, da un video su Youtube

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