Donzelli: “La sinistra non sa più cosa inventarsi contro di noi. I loro problemi sono Pos e cinghiali”

2 Gen 2023 9:34 - di Luisa Perri
Donzelli, FdI

«Se la sinistra, quella sinistra che discende dal Pci, vuole avere la possibilità di governare una volta con il consenso popolare deve accedere al riconoscimento di pari dignità degli avversari, deve compiere una completa pacificazione culturale»: così Giovanni Donzelli, responsabile dell’organizzazione di FdI, in una lunga intervista a La Verità.

Per il deputato fiorentino, la sinistra ha «un ingiustificato complesso di superiorità». Donzelli ribatte agli attacchi ad alcuni esponenti FdI per avere ricordato il compleanno del Msi. «È una vicenda surreale che ha due aspetti preoccupanti. Il primo riguarda il diritto sacrosanto di Isabella Rauti e di Ignazio La Russa di ricordare i propri padri e il loro impegno politico. Pretendere di cancellare la memoria degli affetti è disumano. È frutto anche d’ignoranza storica. Il Movimento sociale italiano è sempre stato totalmente inscritto nei valori democratici e repubblicani dell’Italia». 

Donzelli ricorda le differenze: “D’Alema a Palazzo Chigi per una manovra di palazzo, la Meloni grazie al voto”

Piuttosto gli ex Pci, sottolinea il deputato di FdI, «si sono sempre rappresentati come i guardiani della democrazia, ma nessuno di loro è mai arrivato a Palazzo Chigi attraverso il consenso democratico. L’unico di quella provenienza comunista è stato Massimo D’Alema, ma lo ha fatto con una manovra di palazzo. Le elezioni di settembre hanno loro dimostrato invece che la destra, nella sua evoluzione e grazie a una donna, arriva al governo con il consenso democratico». Quindi, «se la sinistra, quella sinistra che discende dal Pci, vuole avere la possibilità di governare una volta con il consenso popolare deve accedere al riconoscimento di pari dignità degli avversari, deve compiere una completa pacificazione culturale».

A proposito degli allarmi di Letta e compagni, Donzelli fa un ricco elenco di bufale targate Pd.  «Dicevano che destra al governo avrebbe sfasciato i rapporti con Bruxelles. Perché per loro o si è lo zerbino dell’Europa o si è antieuropeisti. Giorgia Meloni ha dimostrato che si sta in Europa e nel mondo con la schiena dritta a tutelare gli interessi dell’Italia. Il price cap sul gas russo è un successo dell’Italia, di Mario Draghi e poi di Giorgia Meloni. Nel bilaterale con Joe Biden ha parlato degli interessi energetici dell’Italia, in quello con Xi Jinping dei diritti umani. Sul Mes la nostra posizione è di difesa degli interessi italiani, lo è su Nutri-score, lo sarà sul patto di stabilità. Qui si tratta di sostenere la nazione, a cui la sinistra in questi frangenti fa fare pessima figura».

Inevitabile poi il riferimento al Qatargate. «Non gioisco di quanto si sta scoprendo – commenta Donzelli – noto però che a parti invertite ci accuserebbero con la bava alla bocca. S’ indebolisce l’immagine dell’Italia mentre stiamo facendo di tutto per restituire alla nostra nazione il protagonismo che merita».

“Sulla manovra hanno strillato per un emendamento mai presentato”

«Alla manovra se tengo conto di tutte le difficoltà do 10 e lode. Questa non è la manovra di fine legislatura che rappresenta tutte le nostre scelte programmatiche. Ma anche qui la sinistra e le opposizioni non sanno più cosa inventarsi. Prima hanno detto che l’Europa ce l’avrebbe bocciata e invece ce l’hanno passata, poi hanno detto che affamiamo i pensionati e non è così. Hanno strillato per un emendamento mai presentato, si sono attaccati al Pos e anche ai cinghiali passando da sinistra falce e martello a sinistra Visa e porcello. Ora s’ inventano che stiamo creando uno scontro tra dipendenti e partite Iva». Mentre,  sull’immigrazione, «il concetto è chiaro: nessuno deve essere lasciato morire in mare, ma non per questo bisogna permettere a qualcuno di fare il tassista nel Mediterraneo finendo per aiutare i trafficanti di uomini».  E ancora: «Vogliamo finirla con l’Italia delle tifoserie preconcette, all’Italia serve la capacità, la tenacia pragmatica di una donna, quella che anima Giorgia Meloni. Abbiamo di fronte cinque anni tosti: vogliamo dare tutto per la nazione».

 

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