Roma, molestie sessuali nell’ascensore della metro C a Centocelle: immigrato in manette

2 Dic 2022 11:47 - di Gianluca Corrente
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Si fa luce sulle molestie sessuali in ascensore. I carabinieri hanno fermato un cittadino egiziano di 22 anni, senza fissa dimora e incensurato. L’accusa è di violenza sessuale nei confronti di una minorenne. Le indaginni hanno preso il via nei primi giorni di novembre quando una 16enne – accompagnata da suo padre – si è presentata dai carabinieri per fare una denuncia. Ha dichiarato di avere subìto molestie sessuali mentre si trovava nell’ascensore della fermata metro «Centocelle» della linea C della Metropolitana.

Molestie sessuali in ascensore: il racconto della vittima

La ragazza ha raccontato tutto ciò che è accaduto, dando una dettagliata descrizione dell’aggressore. Uno sconosciuto l’ha avvicinata e – approfittando dell’affollamento della cabina – l’aveva molestata. Aveva tentato pure di baciarla. La giovane, però, all’apertura delle porte dell’ascensore, ha avuto prontezza di riflessi. Ed era riuscita a divincolarsi. Ma la vicenda non finiva qui. L’uomo, infatti, aveva inseguito in strada la sedicenne. E lei aveva trovato “rifugio” a bordo di un autobus fermo su viale Palmiro Togliatti. Lunghi momenti di terrore, quindi.

Le indagini dei carabinieri: gli indizi di colpevolezza

Dopo la denuncia, i militari hanno avviato una serie di accertamenti. E hanno individuato il presunto aggressore: si tratta di un cittadino egiziano. Era all’altezza della fermata “Torre Gaia” della linea C della metropolitana. Gravi sono gli indizi di colpevolezza, dalle caratteristiche somatiche al sequestro di alcuni capi di vestiario descritti dalla giovane vittima. A questo bisogna aggiungere il riconoscimento e i riscontri ottenuti dalle immagini delle telecamere di videosorveglianza, Immagini che gli investigatori avevano analizzato all’epoca dei fatti.

L’immigrato portato nel carcere di Regina Coeli

Tutto questo quadro ha fatto scattare il fermo nei confronti dell’immigrato, che è stato portato nel carcere di Regina Coeli. Il fermo, su richiesta della procura, è stato poi convalidato dal giudice per le indagini preliminari che ha disposto per l’uomo la custodia cautelare in carcere.

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