“Favoreggiamento dell’immigrazione clandestina”: sequestrati 125mila euro a Luca Casarini e soci

24 Dic 2022 11:15 - di Penelope Corrado
Luca Casarini, sequestro

Il Tribunale di Ragusa ha disposto il sequestro di 125 mila euro per equivalente di beni di proprietà della società Idra Social Shipping, armatrice della nave Mare Jonio, della quale fa parte anche l’ex no global Luca Casarini: l’accusa è di favoreggiamento aggravato dell’immigrazione clandestina e violazione del codice della navigazione.

Scatta il sequestro dei beni della società Idra

Ad eseguire il sequestro è stata la Guardia di finanza di Ragusa, delegata all’esecuzione con Capitaneria di Porto di Pozzallo e dalla Squadra Mobile di Ragusa. Tra gli indagati spiccano i nomi di Pietro Marrone, il comandante della nave Mare Jonio, Alessandro Metz (armatore di Idra Social Shipping) e Luca Casarini della società Idra. La vicenda che coinvolgeva Casarini era già nota, ma la novità – il sequestro dei soldi – fa ritenere che la situazione per gli attivisti si stia aggravando. Luca Casarini ovviamente se la prende con il governo di centrodestra: “Piantedosi sta proponendo o tentando di imporre la violazione di convenzioni internazionali e la commissione di gravi crimini contro l’umanità. Il neo ministro dovrebbe stare attento e studiare un po’ meglio le convenzioni internazionali. Soprattutto quelle che riguardano la sicurezza in mare, la Convenzione di Amburgo e la Convenzione di Ginevra sui rifugiati e i richiedenti asilo”.

“Immigrazione clandestina”: le accuse nei confronti di Luca Casarini e soci

Al centro dell’inchiesta lo sbarco di 27 migranti il 12 settembre del 2020 nel porto di Pozzallo dal rimorchiatore Mare Jonio. Erano stati stati trasbordati sul natante della Ong Mediterranea saving humans il giorno prima dalla motonave danese Maersk Etienne, che li aveva salvati 37 giorni prima in mare dopo un evento Sar disposto da Malta ed era in attesa di assegnazione di un porto sicuro. Per la Procura di Ragusa, il trasbordo dei migranti effettuato dall’equipaggio della Mare Jonio” sarebbe avvenuto “senza nessun preventivo raccordo con le autorita’ maltesi, competenti per l’evento Sar, o con quelle italiane”. E inoltre, contesta sempre l’accusa, il trasbordo sarebbe stato “effettuato solo dopo la conclusione di un accordo di natura commerciale tra le società armatrici delle due navi, accordo in virtu’ del quale la societa’ armatrice della Mare Jonio ha percepito una ingente somma quale corrispettivo per il servizio reso”.

“Mesi dopo l’operazione di salvataggio – aveva precisato in una nota Kis Soegaard, portavoce della compagnia danese di navigazione dopo l’apertura dell’inchiesta – Maersk Tankers ha incontrato i rappresentanti di Mediterranea per ringraziarli della loro assistenza umanitaria. In seguito a questo incontro, abbiamo deciso di dare un contributo di 125 mila euro a Mediterranea per coprire alcuni dei costi sostenuti in seguito all’operazione”.

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