Parla la docente che filmò l’incontro fra Renzi e lo 007 Mancini: rilievo giornalistico

25 Nov 2022 12:43 - di Paolo Lami

Indagata dalla Procura di Roma per “diffusione di riprese e registrazioni fraudolente” alla luce dell’esposto presentato da Matteo Renzi ripreso il 23 dicembre 2020 con un cellulare durante un incontro nell’Autogrill di Fiano Romano con lo 007 Marco Mancini, ora cacciato dai Servizi segreti, l’autrice di quel video, un vero e proprio scoop, un’insegnante di scuola esce allo scoperto in un’intervista con l’Adnkronos.

La vicenda di cui è diventata suo malgrado protagonista ha preso una piega inaspettata, assumendo i contorni di un vero e proprio ‘giallo‘, tra intrighi politici e accuse di complotto.

“Ho profondo rispetto del senatore Renzi. E se vorrà incontrarmi, gli parlerò dei problemi della scuola…”, dice l’insegnante parlando per la prima volta di quel video poi mandato in onda dalla trasmissione Report nel maggio 2021.

L’occasione per chiarire l’episodio della ripresa video e parlare in prima persona è il polverone sollevato da libro dell’ex-premier “Il Mostro.

L’insegnante, che chiede di restare anonima, accetta di rispondere solo ad alcune domande perché “ho rispetto delle indagini in corso”, motiva.

Renzi ha ipotizzato che la fonte di Report avesse avuto contatti con i Servizi segreti. Un’ipotesi che la professoressa respinge con forza.

All’Adnkronos, che le chiede se le cose stiano così, la docente nega ogni tipo di relazione con l’intelligence: “Sono una persona semplice, una mamma ed una appassionata insegnante di sostegno che, ogni giorno, si adopera, con umiltà, al fianco di tanti ragazzi meravigliosi che hanno qualche difficoltà in più nel seguire i percorsi scolastici. Non ho mai avuto alcun contatto, di nessun tipo, con i Servizi segreti”.

“Persino le mie letture – prosegue la docente – sono ben lontane dalla narrativa di spionaggio. Sono solo una cittadina che ama interessarsi, come insegnava don Lorenzo Milani, dei fatti che riguardano tutti noi”.

Pur essendo provata dal clamore mediatico che accompagna il caso, l’insegnante che ha filmato l’incontro fra Renzi e Mancini creando un caso politico-istituzionale rilevante è, al contempo, determinata a far valere le proprie ragioni.

“Sono rimasta molto colpita dall’incontro in un contesto tanto inusuale fra l’ex-premier, che ho immediatamente riconosciuto, ed altro soggetto munito di scorta istituzionale”, spiega rispondendo al perché quel 23 dicembre 2020 decise di interessarsi a una conversazione, nel parcheggio dell’Autogrill, tra Renzi e l’agente segreto Marco Mancini.

“Ho pensato che fosse un episodio che potesse avere rilievo giornalistico. Dato il clamore che ha avuto la vicenda, evidentemente non sbagliavo”, rimarca l’insegnante. Che, poi, osserva: “Penso che ogni cittadino debba sentirsi partecipe di una condivisa funzione di controllo nei confronti di chi esercita responsabilità pubbliche, nella nostra democrazia. È un dovere civile non un atto criminale”.

Il suo legale, Giulio Vasaturo, ha dichiarato che lei è pronta a incontrare Renzi: cosa direbbe al senatore se si trovasse qui davanti a lei? ”Ho profondo rispetto per il senatore Renzi”, dice la donna.

Mi sono permessa di riprenderlo proprio perché riconosco la sua alta funzione pubblica, in quanto ex-premier ed esponente di primo piano della politica italiana. Mi piacerebbe davvero incontrarlo, se vorrà”.

Ma con l’ex-presidente del Consiglio la docente non affronterebbe temi politici: “Gli parlerei dei problemi della scuola, tematica a cui entrambi siamo fortemente sensibili”.

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