La Russia si ritira da Kherson, issata la bandiera di Kiev. I social russi: “La peggiore sconfitta”

11 Nov 2022 17:49 - di Redazione
Kherson

Il ministero della Difesa in Russia ha annunciato il completamento del ritiro delle forze militari dalla città di Kherson alla sponda orientale del fiume Dnepr, rende noto l’agenzia turca Anadolu. Le autorità di Kiev, ha detto alla Bbc il consigliere del ministero della Difesa ucraina Yuriy Sak, hanno quindi preso il controllo quasi totale della più grande città del Paese. Le forze armate ucraine avrebbero raggiunto il centro della città di Kherson mentre la ritirata della Russia dalla città sembra caratterizzata da scene caotiche, scrive il Guardian, parlando di soldati russi feriti, abbandonati o fatti prigionieri nel corso della ritirata, e dei bombardamenti ucraini mentre le truppe attraversano il fiume Dnpr.

Kherson, le lacrime della gente avvolta nella bandiera ucraina

L’esercito ucraino ha issato la bandiera ucraina nella piazza principale della città dopo che le forze russe hanno annunciato il ritiro delle truppe dalla regione. “I nostri partigiani hanno issato la bandiera ucraina nel centro di Kherson”, hanno detto le autorità, aggiungendo che la bandiera si trova in Piazza della Libertà, dove ci sono i principali uffici del governo. Grida di entusiasmo, lacrime di commozione, gente avvolta nella bandiera ucraina e che abbraccia i soldati. Automobili che girano per la città sventolando bandiere e suonando il claxon. Diversi video condivisi dai media internazionali, fra cui Bbc, Guardian, Nexta Tv, Kyiv Independent mostrano l’entusiasmo degli abitanti di Kherson all’arrivo dei soldati ucraini. La gente grida: “Gloria all’Ucraina”, “gloria ai nostri eroi”, “gloria alle forze armate ucraine.

I social russi parlano della maggiore sconfita dopo il crollo dell’Urss

“Gli invasori russi continuano a depredare gli insediamenti dai quali si stanno ritirando. Il nemico sta anche cercando di danneggiare il più possibile le linee elettriche e altri elementi dei trasporti e delle infrastrutture critiche della regione di Kherson” aveva riferito lo stato maggiore delle forze armate ucraine, facendo il punto sulla ritirata delle truppe di Mosca. Il Cremlino ha escluso qualsiasi modifica dello status della regione di Kherson conseguentemente al ritiro delle truppe russe sulla riva sinistra del Dnepr. Il territorio fa parte “della Federazione Russa, questo status è legalmente definito e fissato. Non ci sono e non possono esserci cambiamenti”, ha affermato il portavoce presidenziale Dmitry Peskov, in un riferimento all’annessione della regione il 30 settembre scorso. Quanto al ritiro russo e se questo possa apparire come un colpo al prestigio della dirigenza russa, Peskov ha detto che “esistono valutazioni opposte in proposito. E in ogni caso la situazione non è umiliante. Ma non vorremmo commentare né in un modo né in un altro”.

Gli 007 di Kiev chiedono alle truppe russe di arrendersi

Ma mentre le televisioni russe fanno finta di nulla e descrivono il ritiro dei militari da Kherson diligentemente, come da istruzioni, vale a dire come un ridispiegamento, una manovra, un raggruppamento, una mossa tattica per proteggere le vite dei soldati, sui social media esplode la rabbia, riporta l’Adnkronos. L rabbia di chi, nel campo di quanti hanno sempre sostenuto la guerra, il cosiddetto partito Z, non ha difficoltà a parlare di sconfitta. Alcuni, rende noto la Bbc, hanno scritto che si tratta della maggiore sconfitta per Mosca dal crollo dell’Urss, che “segnerà i nostri cuori per sempre”. Intanto, il servizio di intelligence di Kiev, il Gur, ha chiesto alle truppe russe che si sono ritirate da Kherson di arrendersi. Testimonianze sul campo riferiscono che alcuni militari russi hanno indossato abiti civili, ma si teme possano essere ancora armati. In una dichiarazione pubblicata sui suoi canali social, l’intelligence ucraina ha dichiarato che “in caso di prigionia volontaria, l’Ucraina ti garantisce sopravvivenza e sicurezza. Rispettiamo le Convenzioni di Ginevra, garantiamo ai prigionieri di guerra cibo, cure mediche e la possibilità del vostro scambio con i soldati delle forze armate ucraine tenuti prigionieri nella Federazione Russa”.

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