Flop del corteo per il reddito di cittadinanza a Palermo: in piazza quattro gatti e i soliti grillini

30 Nov 2022 11:47 - di Guido Liberati
Palermo, reddito cittadinanza

Flop a Palermo della manifestazione a sostegno del reddito di cittadinanza, “Troppo pigri anche per scendere in piazza”, ironizza il quotidiano Libero, evidenziando che sulle centinaia di migliaia di percettori del sussidio ieri a manifestare erano sì e no in trecento.

Se a questo si aggiunge che dietro lo striscione “Lavoro immediato o il reddito non si tocca”, erano per la maggior parte sindacalisti e praticamente tutti gli esponenti locali del Movimento 5 Stelle, si capisce che la manifestazione è stata un vero e proprio fallimento. La protesta era stata annunciata il 23 novembre scorso durante una conferenza stampa durante la quale gli organizzatori avevano tuonato contro la mancanza di solidarietà nei confronti dei percettori del Reddito da parte dell’esecutivo guidato da Giorgia Meloni. A Palermo i percettori del sussidio sono circa 60 mila e in Sicilia quasi 230 mila. Fatte le debite propozioni, meno di uno su 200 dei percettori è sceso in piazza.

A Palermo in 60mila prendono il reddito di cittadinanza

In Sicilia, da gennaio a ottobre 2022, secondo i dati Inps, ci sono stati 228.152 percettori del Rdc, il 17,7% del totale nazionale. Sul bilancio dello Stato, per la sola Sicilia, la misura incide mediamente per un miliardo di euro annui. Intanto, arriva dal governo una nuova misura che incide anche sul rdc. La quota prevista dal prossimo ‘decreto flussi’, nella necessaria considerazione delle esigenze e delle dinamiche del mercato del lavoro, dovra’ tenere conto anche della condizione occupazionale dei percettori del reddito di cittadinanza – italiani o stranieri – ed in particolare della loro possibilita’ di essere reimpiegati”. È quanto spiegano fonti del Viminale, sottolineando che “il tutto avverra’ in attuazione di quanto gia’ previsto dall’articolo 22, comma 2, del testo unico immigrazione che impone al datore di lavoro, che intende instaurare un rapporto di lavoro subordinato a tempo determinato o indeterminato con uno straniero residente all’estero, di documentare la indisponibilita’ di un lavoratore presente sul territorio nazionale”. Tutto per mettere in condizione i percettori “occupabili“, di trovare un lavoro.

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