Antitrust, bastonata su Enel per i falsi messaggi sulla fine del mercato tutelato

18 Nov 2022 11:17 - di Paolo Lami

Quegli odiosi messaggi che più o meno tutti riceviamo più volte al giorno al telefono dai fastidiosi e petulanti venditori di servizi come energia elettrica e gas che preannunciano l’imminente fine del mercato tutelato con toni gravi come se stessero parlando della fine del mondo rovinandoci la giornata costeranno ora ad Enel e ad altre sfacciate Utilities la cifra di 5 milioni di euro di sanzioni irrogate dall’Antitrust.

 

Spiccioli, comunque, per chi, con incredibile sfacciataggine e arroganza, ha gonfiato – alcuni fino a sette volte – i costi delle bollette lucrando sulle spalle degli italiani: è sufficiente pensare che un metro cubo di gas costava, in bolletta, nel novembre del 2020, meno di 20 centesimi arrivando, nel gennaio 2022, quindi ben prima della guerra russo-ucraina, a quasi un euro al metro cubo.

Il procedimento dell’Antitrust, che a Enel, nello specifico, costa una sanzione amministrativa pari a 3.500.000 euro, origina dalle numerose segnalazioni di consumatori e di associazioni di consumatori che hanno evidenziato l’ingannevolezza di un messaggio preregistrato diffuso da una sedicente segreteria telefonica di Enel e da operatori di call center, riguardante la data di cessazione del mercato tutelato, cioè del regime di maggior tutela del prezzo nel settore dell’energia per i clienti finali di piccole dimensioni.

Insomma quei messaggi insopportabili che ci prendono continuamente alla sprovvista e di fronte ai quali siamo tutti indifesi anche per colpa del malfunzionamento del sistema, volutamente farraginoso, del cosiddetto Registro delle Opposizioni. Che, prima o poi dovrà essere modificato giacché, così com’è pensato è progettato diviene esattamente il contrario, una trappola per gli inconsapevoli utenti, un database da cui le agenzie commerciali, incaricate dalle Utilities, pescano a man bassa e senza ritegno i numeri di telefono che i cittadini, ignari, pensano, ingenuamente, di consegnare ad una inespugnabile cassaforte dello Stato.

Insieme ad Enel, l’Antitrust ha punito alcune delle agenzie commerciali che fanno promozione di contratti di vendita di prodotti e servizi per conto di una o più aziende e che ci tartassano con telefonate quotidiane agitando lo spettro della fine del mercato tutelato.

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha irrogato quindi una sanzione amministrativa in solido di un milione di euro a Conseed e Seed, 280.000 euro a Zetagroup e 100.000 euro rispettivamente a New Working, Run e Sofir.

Nomi che alla maggior parte delle persone non dicono nulla ma che, in realtà, fanno parte  proprio di quel mondo dei call center, braccio operativo delle Utilities, che tutti i santi giorni ci massacrano di telefonate grazie, anche, al Registro delle Opposizioni, da cui pescano i nostri numeri, e grazie anche agli operatori telefonici che li riforniscono, in continuazione, di utenze cellulari: inutile bloccare un numero di telefono perché ne hanno centinaia a disposizione da usare contro di noi.

Il termine del mercato tutelato, attualmente previsto al 10 gennaio 2024, quindi fra oltre due anni, era indicato dagli operatori come imminente o, comunque, di gran lunga anticipato rispetto alla data di cessazione effettiva, terrorizzando così gli utenti e fornendo loro informazioni fuorvianti.

In alcuni casi il passaggio dal mercato tutelato a quello libero dell’energia è stato addirittura prospettato, contrariamente al vero, come obbligatorio.

L’informazione ingannevole aveva lo scopo di indurre i consumatori a sottoscrivere un contratto sul mercato libero dell’energia con Enel.

Secondo l’Antitrust, inoltre, la condotta è risultata aggressiva a causa delle insistenti e ripetute telefonate che diffondevano il messaggio preregistrato, anche dirette ai moltissimi consumatori che non avevano fornito un preventivo consenso ad essere contattati per finalità di marketing.

L’istruttoria ha evidenziato che le agenzie partner Conseed , Seed, Zetagroup, New Working e Run hanno consapevolmente svolto la propria attività di vendita avvalendosi di sub agenzie e di singoli agentinon autorizzati da Enel – che disponevano indebitamente di liste di clienti appartenenti al mercato tutelato e che utilizzavano una segreteria telefonica automatizzata per promuovere le offerte commerciali di Enel.

L’Autorità ha ritenuto che tali condotte integrino una pratica commerciale scorretta perché idonee a falsare in misura apprezzabile il comportamento economico del consumatore in relazione, peraltro, ad un servizio di interesse primario, quale quello della fornitura dei servizi di energia.

Inoltre queste società, come anche Sofir Srl, sono risultate responsabili della mancata predisposizione di un adeguato sistema di controllo sulla propria rete di vendita.

Per quanto riguarda Enel, l’Antitrust ha accertato la sua responsabilità nella mancata implementazione di un efficace sistema di controllo sulle modalità con cui le agenzie partner, le subagenzie e gli agenti ad esse collegati contattavano la clientela e acquisivano nuovi contratti sul mercato libero dell’energia, mediante comportamenti ingannevoli e aggressivi.

L’istruttoria ha evidenziato la piena consapevolezza da parte di Enel dell’ampiezza e della rilevanza delle condotte oggetto del procedimento, nonché la mancata adozione di misure idonee a prevenire ed evitare che tali condotte si diffondessero in maniera così ampia sul mercato.

Enel reagisce con durezza chiamandosi fuori, dicendosi “estranea” ai fatti contestati, sostenendo che non c’è “alcuna prova di una corresponsabilità diretta” dell’azienda e annunciando ricorso al Tar dove, assicura, ritiene di poter dimostrare la propria correttezza.

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