Mafia nigeriana, Dia: con gli immigrati cresce il business del narcotraffico e della tratta di essere umani

1 Ott 2022 15:20 - di Redazione

La criminalità nigeriana, alimentata dalle condizioni di vita di molti immigrati, è al centro di un ‘focus’ della relazione semestrale della Dia. Le strutture criminali nigeriane risultano attive in gran parte del territorio nazionale. Con presenze importanti nelle isole maggiori. In particolare a Palermo, Catania e Cagliari ma anche nel Lazio e in Abruzzo. L’allarme emerge dal report della Dia, presentato dal ministro dell’Interno sull’analisi sui fenomeni di criminalità organizzata di stampo mafioso del II semestre del 2021.

Dia: gruppi nigeriani attivi nel traffico di esseri umani

La forte disoccupazione tra i nigeriani facilita l’ingresso nella malavita organizzata. ”L’alto tasso di disoccupazione rilevato tra i nigeriani presenti sul territorio nazionale – riporta la relazione – raffrontato col considerevole ammontare delle rimesse di denaro dall’Italia verso la Nigeria, consente di ipotizzare che un significativo numero di soggetti disoccupati di etnia nigeriana presenti in Italia possa almeno potenzialmente essere attratto dalle compagini malavitose. Autoctone o di quell’etnia. E che i flussi delle rimesse, oltre alla quota sicuramente preponderante di natura lecita, possano celare anche proventi di attività illegali.

Il traffico di droga core business dei clan nigeriani

Gli interessi criminali delle consorterie nigeriane – si legge ancora – si concentrano sulla tratta di esseri umani connessa con lo sfruttamento della prostituzione. E l’accattonaggio forzoso a cui si associa un progressivo sviluppo nel settore del narcotraffico. Gestito talvolta in collaborazione con gruppi criminali albanesi”. Il traffico di droga rimane ”il core business dei sodalizi nigeriani” e ”la presenza di nigeriani in gruppi criminali multietnici viene confermata dalle evidenze investigative”. La comunità nigeriana rappresenta oggi la terza componente demografica etnica africana presente in Italia dopo quella marocchina ed egiziana, nonché la prima in Europa.

Al primo posto per profilo delinquenziale

”Tale comunità, tuttavia, esprime una innegabile valenza anche sotto il profilo delinquenziale. In dettaglio – sottolinea ancora la Direzione investigativa antimafia – la realtà criminale riferibile ai nigeriani si concretizza nei cosiddetti ‘secret cults’. I cui tratti tipici sono l’organizzazione gerarchica, la struttura paramilitare, i riti di affiliazione. I codici di comportamento e più in generale un modus agendi che la Corte di Cassazione fin dal 2010 ha più volte ricondotto alla tipica connotazione di ‘mafiosità'”. Sono  state accertate riunioni periodiche dei ‘cult’ in varie città. Frutto del collegamento tra omologhi sodalizi operativi in diverse città italiane”. Il contrasto alla criminalità nigeriana richiede ”una sua conoscenza ampia, allargata e condivisa tra le forze di polizia e la magistratura”, conclude il report. “Poiché si tratta di ‘un vero e proprio macro-fenomeno. Che non può prescindere dalla conoscenza delle sue origini e delle sue proiezioni internazionali”.

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