Il polacco Duda ricevuto al Quirinale: «Con l’Italia della Meloni l’intesa è ancora più forte»

18 Ott 2022 15:37 - di Redazione

La sinistra politica e giornalistica parlano talmente male della Polonia che è difficile credere che il suo presidente, Andrzej Duda, sia stato ricevuto stamattina con tutti gli onori da Mattarella. Di più: i due capi di Stato hanno convenuto circa la necessità di proseguire nel deciso sostegno all’Ucraina. Mentre, a sua volta, l’Italia ha riconosciuto l’impegno profuso dalla Polonia per l’accoglienza dei profughi. La visita al Quirinale dovrebbe ora consigliare maggiore prudenza ai detrattori di casa nostra. La Polonia è una nazione impegnata come poche nel sostegno a Kiev e nel tenere ferma la barra dell’atlantismo.

Duda questa sera a Tg2 Post

Le scelte di politica interna del suo governo riguardano solo i polacchi, che potranno approvarle o bocciarle al momento in cui andranno a votare. Ma torniamo a Duda: nel corso della sua giornata romana il presidente polacco ha rilasciato anche un’intervista a Tg2Post che la trasmetterà questa sera alle 21. Guerra in Ucraina e nuovo imperialismo russo, vittoria elettorale del centrodestra in Italia, possibili nuovi rapporti in seno all’Europa e visione di una politica più orientata a popoli e nazioni i temi trattati. «Penso – ha esordito Duda – ci potrà essere una più forte collaborazione fra Italia e Polonia perché tutto quello che dice Giorgia Meloni è vicino alla mia visione, alla mia ottica, al mio modo di vedere.

«Vicinanza ideologica con FdI»

«Ultimamente ho visto molte dichiarazioni della Meloni. Anche noi crediamo che il sistema dei valori sia importante. Ci accomuna la politica della famiglia, base delle prosperità». E per sottolineare questa vicinanza da lui definita «ideologica», Duda ha ripreso il passaggio di un discorso, ormai famoso, della leader di FdI: «Sono Andrzej, sono uomo, sono cattolico». Che non si tratti di parole vuote, lo confermano le politiche di sostegno alla famiglia attivate in Polonia attraverso contributi mensili. «Non è una donazione – ha spiegato – ma un investimento dello Stato per costruire le future generazioni e quindi la propria prosperità».

 

 

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