Governo, Gasparri: «Non c’è altra maggioranza. Il centrodestra vada unito al Quirinale»

15 Ott 2022 10:07 - di Francesca De Ambra
Gasparri

«Non esiste una maggioranza alternativa». Dalle colonne del Messaggero s’incarica Maurizio Gasparri di riportare con i piedi per terra chi già va blaterando di pezzi dell’opposizione pronti a saldarsi con un centrodestra amputato di Forza Italia. Fantasticherie di gente che non sa “leggere” le dinamiche della politica. «Sfido questi franchi soccorritori – sottolinea infatti Gasparri – a votare con noi la legge di stabilità, i provvedimenti sull’immigrazione e il sostegno alle famiglie». Già, in questo caso si tratta di materie e di provvedimenti che solo una coalizione unita potrebbe affrontare e condurre felicemente in porto.

Così Gasparri al Messaggero

Se poi ai voti di questa volesse aggiungersi il contributo di altre forze come, ad esempio, il Terzo Polo, «ben venga», ragiona l’ex-ministro. Comunque sia, non esiste alcuna possibilità che la maggioranza uscita dalle urne possa snaturarsi fino ad assumere le sembianze di un ogm. «Meloni – ricorda ancora Gasparri – ha fatto della coerenza la sua cifra identitaria. Non uscirebbe mai dal perimetro del centrodestra, il mandato degli elettori è chiaro». Certo, ci sono state incomprensioni e ci sono fibrillazioni. Ma è anche vero che queste tensioni precederono, accompagnano e seguono la formazione di qualsiasi governo ad ogni latitudine.

«Con Berlusconi non valgono solo i voti»

Alle polemiche di queste ore, l’esponente forzista oppone il «dialogo continuo» tra Giorgia Meloni e Silvio Berlusconi. Il quale, spiega Gasparri, «in alcune fasi attende, per la sua lunga esperienza e leadership politica, una considerazione non solo legata alle percentuali di voto». L’obiettivo è far tornare presto il sereno nella coalizione. Tanto più che tra una settimana cominceranno le consultazioni al Quirinale e i leader del centrodestra non ha ancora deciso se presentarsi unitariamente o in ordine sparso. «Mi auguro si sentano preso per decidere – conclude Gasparri -. La cosa migliore, a mio avviso, sarebbe dare prova di una maggioranza coesa tanto più in un passaggio così delicato».

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