RdC? No, rendita elettorale. Lo dicono i numeri: è la più clientelare operazione di sempre

3 Set 2022 19:35 - di Michele Pezza
RdC

Si scrive “reddito di cittadinanza“, si legge “rendita elettorale“. A sentire Nando Pagnoncelli, che per il Corriere della Sera, cura i sondaggi sulle intenzioni di voto, ci sono ben pochi dubbi al riguardo: il RdC assicura al M5S uno zoccolo duro di dimensioni superiori (10 per cento) a quella di ogni altra forza politica. Una tesi, questa di Pagnoncelli, confermata dai numeri. Infatti, su 30 milioni di elettori che andranno probabilmente al voto al netto di un 30 per cento di astenuti, il movimento guidato da Giuseppe Conte si attesterebbe sul 12-13 per cento, pari a 3,4 milioni di voti.  Cifre che sembrano ricalcare alla perfezione quelli relative ai percettori dell’assegno mensile ideato dai grillini.

I percettori del RdC coincidono per numero con gli elettori del M5S

A certificarlo, ricorda il Giornale,  è l’Inps. «Nei primi sette mesi del 2022 (periodo gennaio-luglio) – si legge in una nota di qualche giorno fa dell’istituto di previdenza sociale – i nuclei beneficiari di almeno una mensilità del Reddito di Cittadinanza (RdC) o di Pensione di Cittadinanza (PdC) sono stati 1,61 milioni, per un totale di 3,52 milioni di persone coinvolte». Una corrispondenza pressoché perfetta tra voti stimati dai sondaggi e numero di persone (elettori) beneficiari della misura. Ma torniamo alla geografia per capire la distribuzione territoriale del voto al M5S e la sua coincidenza con i percettori del Reddito. Sempre l’Inps scrive che al Nord i percettori del RdC ammontano a 443mila, 340mila sono quelli del Centro mentre Sud e Isole ne contano oltre 1,7 milioni.

In Campania più “reddito” che nell’intero Nord

Al primo posto c’è la Campania con il 22 per cento (più dell’interno Nord messo insieme), seguita dalla Sicilia (19) e poi dal Lazio con il 10 per cento. Non è quindi per nulla casuale se i sondaggi accreditano il M5S in Campania oltre il 20 per cento, quindi come una forza ancora in grado di contendere il primato elettorale all’interno della regione. Al contrario, dove il RdC non trova moli percettori, come al Nord, il M5S non incrocia molti consensi. Insomma, esistono tutte le premesse – politiche, geografiche e matematiche – per sostenere che il reddito di cittadinanza è stata la più colossale forma di voto di scambio mai organizzata in Italia.

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