Ora il compagno Crisanti premia Speranza con un 8. Ma per due anni lo ha massacrato di critiche

20 Set 2022 15:56 - di Alessandra Danieli

La candidatura nelle file del Pd vale bene qualche clamorosa capriola. A un giorno da Pecora Crisanti, il televirologo più divisivo di tutti che Letta ha arruolato sfidando le polemiche, tesse le lodi del ministro Speranza. Anche lui, guarda il caso, in lista con i dem anche se di provenienza Leu. “A Roberto Speranza do un 8 come voto da ministro della Salute” ha detto un Crisanti smemorato dai microfoni di Rai Radio 1. Una voto davvero inaspettato se si ripercorre la crociata del microbiologo catastrofista contro il responsabile della Salute degli ultimi tre governi ai tempi più neri della pandemia.

Lo smemorato Crisanti dà 8 al ministro Speranza

Nei due anni del boom del contagio non passava giorno che Crisanti non incrociasse le spade contro il ministro Speranza. E i suoi continui stop and go. Sempre con l’elemetto contro la gestione dell’emergenza. In più occasioni a proposito della campagna vaccinale in panne ha definito Speranza “esitante”. Accusandolo di scarso coraggio e di causare un corto circuito nel sistema sanitario. Per poi attaccarlo su ogni mossa: dall’uso della mascherina al lockdown passando per il green pass.

Per due anni lo ha massacrato di critiche

Erano i tempi della fallimentare gestione di Domenico Arcuri all’emergenza covid e il virologo arruolato nel Pd le menava di santa ragione. Accusando i partiti di governo di aver lottizzato il Cts. Nell’ottobre 2020 intervistato dal Messaggero bocciava indignato la ricetta del duo Arcuri-Speranza di affiancare ai tamponi molecolari, anche 100mila rapidi antigenici. Giudicati inattendibili dal microbiologo padovano.

Le critiche sulla scelta dei tamponi e delle riaperture

Nel febbraio 2021 non risparmia parole durissime contro Speranza il temporeggiatore. “È il momento di accettare la realtà. La campagna di vaccinazione sarà completata in non meno di 7/8 mesi e dobbiamo probabilmente fare un lockdown per ridurre la possibilità che la variante inglese porti al collasso il sistema sanitario”. Poi l’affondo diretto, personale. “Il ministro Speranza ha esitato di fronte a spinte di parte. Se a maggio avessimo prolungato il lockdown per altri 15-20 giorni, avremmo azzerato i contagi. E  avremmo potuto blindare l’Italia. Ma c’era chi doveva aprire le spiagge e le discoteche. L’agenda, ribadisco, la detta il virus, non il politico o il commerciante”.

L’accusa di scarso coraggio e demagogia

Accuse, prese di distanze, critiche feroci. Dall’uso delle mascherine, al lockdown passando per il green pass, per mesi e mesi Crisanti ha accusato il governo e il ministro della Salute di provvedimenti demagogici privi di risultanze scientifiche. A 5 giorni dal voto però si capisce che l’aria è cambiata. Ora che il professorone, l’esperto di zanzare come lo ha soprannominato il virologo Palù, si trova in lista accanto al compagno Speranza rinnega due anni di bordate e bocciature. E si spinge addirittura a premiare con un clamoroso 8 le intemerate del ministro. Quando si dice la coerenza.

 

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