Non c’è più religione: il metropolita di Milano irride il Papa che non l’ha fatto cardinale

1 Set 2022 19:20 - di Michele Pezza
Metropolita

Non c’è più religione. Davvero. Ne sanno qualcosa i fedeli di Como, letteralmente scioccati dalle bordate lanciate dall’arcivescovo metropolita di Milano (dicasi Milano), monsignor Mario Delpini, all’indirizzo del Papa, “reo” di aver promosso cardinale il vescovo della diocesi lariana Oscar Cantoni e non lui. L’occasione gliel’ha offerta la celebrazione di sant’Abbondio, patrono di Como, ricorrenza che coincideva con la prima messa da porporato per monsignor Cantoni. Complice anche il clima di festa, nessuno poteva immaginare quel che sarebbe accaduto nel momento in cui Delpini si è avvicinato al microfono per il saluto di rito.

È accaduto a Como

«Ci sono state delle persone un po’ sfacciate – ha esordito – che si sono domandate perché il Papa non abbia scelto il metropolita (cioè lui, ndr) per fare il cardinale e abbia scelto invece il vescovo di Como». E già così è un fuor d’opera. Ma il bello, si fa per dire, doveva ancora venire.  «Naturalmente – ha infatti continuato –, interpretare il pensiero del Santo Padre è sempre un po’ difficile». E qui Delpini sfodera un vecchio detto secondo cui «tre sono le cose che neanche il Padreterno sa» e, tra queste, «cosa pensino i gesuiti», l’ordine religioso da cui proviene Papa Bergoglio.

Il metropolita Delpini: «Vuol tenere i bauscia lontani da Roma»

«Perché ha scelto il vescovo di Como come suo particolare consigliere – ha proseguito, incontenibile, Delpini? – Io ho trovato almeno tre ragioni. La prima è che il Papa deve aver pensato che l’arcivescovo metropolita di Milano ha già tanto da fare e quindi ha pensato di dare un po’ di lavoro anche al vescovo di Como. La seconda – ha aggiunto – è che probabilmente il Papa ha pensato che quei bauscia di Milano non sanno neanche dov’è Roma (…). E, infine, poiché il Papa è tifoso del River (in realtà Bergoglio tifa per il San Lorenzo, ndr) che non ha mai vinto niente, forse ha pensato che quelli di Como potrebbero essere un po’ in sintonia perché si sa che lo scudetto è a Milano».

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