La frustrazione di Biden che ammette: le sanzioni non stanno piegando la Russia

16 Set 2022 20:58 - di Paolo Lami

Serpeggia frustrazione e delusione nell’amministrazione Biden per il fatto che le misure restrittive imposte a Mosca per la guerra in Ucraina non abbiano avuto finora l’impatto previsto sull’economia russa.

E ora gli analisti, spiega la Cnn che ha rivelato la demoralizzazione alla Casa Bianca, prevedono che gli effetti più duri si materializzeranno probabilmente non prima dell’inizio del prossimo anno.

Insomma Biden e il suo staff hanno sottovalutato Putin o sopravvalutato la potenza di fuoco economica dell’Occidente.

In realtà l’economia russa si è dimostrata molto più resistente di quanto molti alti funzionari dell’amministrazione Biden si aspettassero quando hanno deciso di punire il Paese a febbraio, grazie soprattutto alle entrate da record che ha raccolto in primavera e in estate grazie all’impennata dei prezzi dell’energia.

Secondo il Centro finlandese di ricerca sull’energia, nei primi 100 giorni di guerra la Russia ha guadagnato la cifra record di 93 miliardi di euro di entrate grazie all’esportazione di petrolio, gas e carbone.

L’economia russa si è comunque ridotta di circa il 4% tra aprile e giugno rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Ma non è neanche lontanamente paragonabile al calo del 15% che alcuni avevano previsto all’inizio dell’anno, sottolinea la Cnn.

Ci aspettavamo che cose come lo Swift e tutte le sanzioni contro le banche russe avrebbero completamente distrutto l’economia russa e che fondamentalmente, a settembre, avremmo avuto a che fare con una Russia economicamente molto più indebolita di quella con cui abbiamo a che fare”, ha ammesso un alto funzionario statunitense, riferendosi alla decisione degli Stati Uniti e dell’Europa di escludere alcune banche russe dal sistema bancario internazionale Swift.

Un altro alto funzionario dell’amministrazione Biden ha ammesso che molti a Washington speravano di vedere l’economia russa soffrire di più a questo punto, data la pesantezza senza precedenti delle sanzioni occidentali.

Una terza fonte ha tuttavia sottolineato che i funzionari che hanno preparato le sanzioni nei mesi precedenti la guerra hanno sempre ritenuto che le conseguenze più forti non sarebbero state avvertite nell’immediato.

“Credo che fin dall’inizio abbiamo pensato che quando la Russia ha invaso l’Ucraina e abbiamo imposto le sanzioni, queste sarebbero state, con ogni probabilità, un regime di sanzioni a medio-lungo termine – è il suo ragionamento. – Questo perché volevamo mantenere la pressione sulla Russia a lungo termine, mentre conduceva la guerra contro l’Ucraina, e volevamo degradare le capacità economiche e industriali della Russia. Quindi abbiamo sempre visto questo come un gioco a lungo termine”.

Salvo il fatto che, fino ad oggi, è stato detto che le sanzioni stavano funzionando. E invece, a quanto pare, non è così. Almeno per ora.

Il funzionario ha riconosciuto che, sebbene ci siano stati alcuni “shock iniziali” per l’economia russa, come quando il rublo è crollato, la Russia è stata in grado di riprendersi rapidamente grazie alle entrate provenienti dal settore energetico.

Tuttavia, è la sua conclusione insieme a quella di funzionari dell’intelligence occidentale, nel lungo periodo, l’economia russa finirà per soffrire enormemente, sia per i costi della guerra stessa che per gli sforzi di tagliarla fuori dal commercio globale.

“Ci saranno danni a lungo termine per l’economia russa e per generazioni di russi – ha previsto nei giorni scorsi il direttore della Cia William Burns – La Russia pagherà un prezzo molto alto, credo, per un lungo periodo di tempo”.

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