La capolista pd Rachele Scarpa ne combina un’altra in un video. E si becca l’ironia di Iv

1 Set 2022 10:49 - di Gianluca Corrente
rachele scarpa

«C’era una volta il partito del lavoro. Non è un thread polemico, a maggior ragione verso candidati giovani, di cui la politica ha bisogno. Ma anche qui è utile fare chiarezza. Che cosa intende esattamente Rachele Scarpa, che al 100% sarà eletta parlamentare Pd?». Lo scrive Luigi Marattin di Iv su twitter postando un video della 25enne capolista Pd in Veneto. È uno dei volti nuovi nelle liste dem e già finita tra le polemiche per alcuni post su Facebook su Israele.

Lo scivolone di Rachele Scarpa

Continua Marattin: «Dice che “dobbiamo interrompere quel circolo vizioso per cui il lavoro è l’unico mezzo di sostentamento per le persone”. Che cosa significa? Che lo debba invece essere la rendita, dietro cui non c’è produzione, crescita, occupazione? Oppure il sussidio? E in quel caso, chi produce il reddito necessario per creare e distribuire il sussidio? Altri “mezzi di sostentamento”, sul momento, non me ne vengono in mente».

Quelle parole su Israele

Il caso Scarpa era già stato segnalato dal senatore Giovanbattista Fazzolari (FdI) e dall’onorevole Andrea Orsini (Forza Italia). Sotto i riflettori era finito un post della candidata pubblicato nel 2021. «Nel post», aveva evidenziato Fazzolari, «si legge: “Chi si ostina a parlare del diritto di Israele di difendersi si rifiuta di cogliere la gravità e la complessità della situazione. E chiude gli occhi davanti a quello che Human Right Watch ha definito pochi giorni fa il regime di apartheid di Israele”. Purtroppo – ha sottolineato l’esponente di FdI – il Pd non ha mai affrontato il problema dell’antisemitismo camuffato da ostilità nei confronti di Israele, che caratterizza la posizione politica di gran parte della sinistra italiana.

Rachele Scarpa tenta di difendersi

Ovviamente Rachele Scarpa ha tentato di difendersi. «Il Partito Democratico, di cui faccio parte, sostiene da sempre il processo di pace in Medioriente. E io mi riconosco nella posizione espressa dall’Unione Europea e anche dal presidente Biden a favore di una soluzione a due Stati per il conflitto tra Israele e Palestina. Quindi senza negare mai il diritto di Israele a esistere in sicurezza e allo stesso tempo quello dei Palestinesi a vivere al di fuori di uno stato di occupazione e con libere elezioni senza ricatti di Hamas»-

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