Il vescovo di Ventimiglia: «Giusto seppellire i feti. E chi difende l’aborto non è cattolico»

3 Set 2022 19:12 - di Redazione

“Giusto dare una sepoltura ai feti: il concepito è un essere umano e non può finire nei rifiuti speciali”. Parola di monsignore. Il vescovo di Ventimiglia-Sanremo, Antonio Suetta, in una intervista all’Adnkronos, entra nel dibattito di queste ore sulla sepoltura dei bimbi mai nati. E, con buona pace della galassia progressista in cerca di scandali,  definisce “coerente” e “buona” la proposta rilanciata da Fratelli d’Italia. Che ha fatto gridare allo scandalo le femministe. “Nel merito della questione – spiega il prelato – io credo che sia una cosa coerente e buona. Perché il concepito è un essere umano ed è una questione di dignità dell’essere umano avere una giusta sepoltura e non finire nei rifiuti speciali”.

Il sindaco di Ventimiglia: giusto seppellire i feti, ma quale oscurantismo

Eppure il centrosinistra è insorto definendo la proposta del partito di Giorgia Meloni “oscurantista” e “contro le donne’. Ma quando mai. “L’aborto  è un argomento scomodo”, dice il vescovo di Ventimiglia. “Io sono convinto che l’aborto si spieghi e si condanni da solo . Purtroppo si capisce che coloro che desiderano soltanto promuovere e legittimare l’aborto, tra le attenzioni che adottano certamente inseriscono quella di parlare il meno possibile di aborto”. Parola sferzanti. Che demoliscono la narrazione della sinistra che blatera di diritti delle donne negando la tutela della vita.

“Chi difende l’aborto non è cattolico”

“Il tema dell’aborto – continua monsignor Suetta – non è una questione politica e non è una questione di schieramento. L’aborto è un dato di fatto. La soppressione di un essere umano. E chi sostiene che la soppressione di un essere umano sia legittima , mi dispiace dirlo, ma non è cattolico anche se si proclama tale”. Ma non è tutto. Il vescovo vuole spiegarsi meglio. “È  incompatibile con la fede non perché lo dica io ma perché lo dice la Dottrina della Chiesa. Una persona, naturalmente, può esprimere liberamente le proprie convinzioni. Ma non necessariamente queste sono vere e accettabili. Come il fatto che uno si proclami cattolico e poi affermi cose non conformi alla Chiesa cattolica”.

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

SUGERITI DA TABOOLA