Feltri: “Di Maio da circo”. “Letta il più imbranato”. Chi ha giocato sporco, le pagelle

22 Set 2022 8:55 - di Gabriele Alberti
Feltri

“Una campagna elettorale bellica”. “Deliri febbrili“. “Letta il più imbranato”. Vittorio Feltri a pochi giorni dal voto non rinuncia alle sue pagelle ai leader di una campagna elettorale avvelenata. Nella quale attacchi scomposti si stanno tutt’ora alternando a elucubrazioni puerili. “Più che una campagna elettorale a me è parsa una campagna bellica, combattuta con ogni genere di arma, propria e impropria, in particolare con lo sparacazzate”. L’unica tattica – sul banco dei “bocciati” senza appello – ci sono coloro che “hanno tentato non di costruire consenso, bensì di distruggere il consenso di cui godono gli avversari“. Ricorrendo alla manipolazione sistematica, “ talvolta giocando addirittura sporco o cavalcando notizie del tutto prive di fondamento. Ed evanescenti come quella secondo la quale alcuni partiti italiani avrebbero ricevuto quattrini da Vladimir Putin”.

“Letta dal caviale alla pancetta, mollato pure dall’ecobus”

Il politico più imbranato è stato senza dubbio Enrico Letta – esordisce il direttore editoriale di Libero-; mollato sul più bello persino dal suo ecobus, cioè il mezzo elettrico selezionato per gli spostamenti da una città all’altra”. La pagella del peggiore è sua, quella del segretario dem. Del resto, come giudicare il suo oscillare tra “le devianze” e la pancetta? “Enrico, intenzionato ad avvicinare giovani e indecisi, dopo il “viva le devianze” urlato su Twitter ha posto una questione altamente divisiva per gli italiani, ovvero: la carbonara è più buona con il guanciale o con la pancetta? È così che la sinistra spera di conquistare i cittadini, fingendo di scendere dal piedistallo per sedere a tavola con noi gente comune e gustare, anziché il caviale, la pastasciutta. Peccato che questi tentativi siano poco convincenti, tanto più quando poi accade che il segretario del Pd blatera di patrimoniale in un periodo in cui imprese grandi e piccole e famiglie sono alla canna del gas tra caro bollette e carovita. Lo scollamento della sinistra dal popolo non si risana con il condimento per i bucatini né tantomeno da un giorno all’altro”.

“Conte vuol passare da avvocato degli imprenditori. Ma li ha fatti fallire”

Dalla lontananza abissale tra Letta e gli italiani, si passa alla presa in giro degli elettori perpetrata da Giuseppe Conte. “Vuole farsi passare quale avvocato del piccolo e medio imprenditore, vessato dalle tasse e da uno Stato che talvolta lo criminalizza. Peccato che egli sia poco persuasivo dal momento che è lo stesso Giuseppe Conte che ha protratto in maniera ingiustificata la chiusura di attività di ogni tipo. Portando al collasso e al fallimento attività poco prima fiorenti. Quante ne ha stese lui di aziende nessun altro”! Carlo Calenda sui commenta quasi da sé. Il suo tira e molla con i dem, fino al divorzio, l’uso compulsivo dei social per “bullizzare” gli avversari. Con che coraggio insieme a Renzi “ha coniato lo slogan ‘Italia sul serio’…”. Siamo seri…

L’usato sicuro della sinistra: l’allarme fascismo

Visto lo scarso successo, se non veri e propri autogol la sinistra ha preferito puntare sui cari vecchi e intramontabili temi. “Si tratta naturalmente dell’allarme fascismo, gridato in tutte le lingue e proposto in tutte le salse”. E qui vweniamo al dunque. “Ora il nemico numero uno della democrazia è, secondo i progressisti, Giorgia Meloni. La quale sarebbe una novella ducetta smaniosa di sovvertire l’assetto costituzionale; nonché nume tutelare del patriarcato. Nonostante negli ultimi anni Meloni, salda all’opposizione, non abbia fatto altro che difendere norme e valori costituzionali. E nonostante ella sia una donna simbolo della emancipazione, della indipendenza e della forza del suo medesimo genere”. Parlano i fatti.

A Di Maio il premio pagliacciata

La palma della pagliacciata a questa tornata elettorale spetta però al Giggino volante. Che dire del “ministro Gigi Di Maio che passa da una pizzeria all’altra, facendo l’aeroplanino? Feltri commenta: ” Insomma, nelle ultime settimane siamo stati spettatori di una specie di circo, con tanto di pagliacci. Non illudiamoci: lo show proseguirà dopo il 25 settembre con il passaggio sul ring quando si tratterà di dare vita a un governo a cui tutti, meno nessuno, aspirano a tutti i costi a prendere parte”.

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