Elly Schlein scimmiotta la Meloni: “Amo un’altra donna e non sono una madre”. L’ossessione

24 Set 2022 10:42 - di Federica Argento
Elly Schlein meloni

Elly Schlein gioca a fare l’anti Meloni: “Sono una donna. Amo un’altra donna e non sono una madre, ma non per questo sono meno donna. Non siamo uteri viventi, ma persone coi loro diritti“. Il paradosso più assurdo prende forma sul palco del Pd a fine campagna elettorale, dove persino la nuova icona emergente, Elly Schlein, per definirsi deve negare qualcos’altro. Tra l’essere e il non essere, preferisce non essere. Lei è l’anti-Giorgia, dice sciorinando i temi con i quali la leader di FdI ama invece darsi una ben definita identità: donna, madre, cristiana, italiana.

Elly Schlein scopiazza la Meloni. Il vizietto anche della Bonino

La vicepresidente della regione Emilia Romagna non ha peraltro avuto un’idea originale. La moda di declinare “Io sono Giorgia” al contrario non lanciata da lei. Già Emma  Bonino nei suoi manifesti elettorali aveva scopiazzato le parole della Meloni per rovesciarle: “Io sono Emma, non sono Giorgia”. Il vizio di parlare dell'”altra” per nascondere un vuoto programmatico.

Elly Schlein, la nuova icona Pd ha “bisogno” della Meloni

Un po’ poco per una donna dem come la Schlein data in forte ascesa al punto da poter puntare alla segreteria del Pd dopo le elezioni. Fa ridere che per l’ultimo intervento prima del silenzio elettorale, occasione per lanciare temi e parole forti, la Schlein l’abbia utilizzata per fare il verso alle leader di FdI. Rovesciandone gli assunti. Troppo facile dire quello che non si è. Le altre parole sono una rimasticature di cose dette: “Con noi c’è un futuro migliore per le persone e per l’ambiente. La destra non parla mai di redistribuzione, mai di precariato, mai di clima. La destra si riempie la bocca di sicurezza ma non parla mai di sicurezza sul lavoro. Lo sappiamo cosa c’è di la, c’è Orban che dice che non bisogna mescolarci e invece noi vogliamo mescolarci. C’è una bella differenza tra leadership femminili e femministe”. Alt. Un tema che grida vendetta.

Elly Schlein gioca a fare l’anti Meloni: l’ossessione

A proposito di femminismo. La vice di Bonaccini avrebbe avuto l’occasione di parlare di Saman. Proprio ieri si è venuti a conoscenza delle folli parole del padre che avrebbe confessato l’omicidio della figlia durante una telefonata intercettata. La Meloni pur impegnata in maratone elettoriali e televisive ha sentito il bisogno di rivolgere un pensiero alla sventurata ragazza. Non altrettanto le femministe “vere”. Ebbene, dalla femminista  Schlein nemmeno un parola, ha preferito scimmiottare la Meloni. Anche le altre femministe “vere” oggi sui quotidiani in edicola parlano d’altro. Concita De Gregorio nella sua rubrica su Repubblica si è concentrata sulle parole di Berlusconi su Putin. Natalia Aspesi, la prima ad aprire il fronte delle femministe anti-Meloni sulla scrittirce britattnica Hilary Mantel appena scomparsa.

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