Donzelli: «Richetti? Mi colpisce il metodo Fanpage: getta fango nel ventilatore»

20 Set 2022 13:53 - di Natalia Delfino
richetti

Crede alla versione di Matteo Richetti? «Non credo a Fanpage, che è capace di inventarsi delle campagne denigratorie per sputare fango e fare qualche clic». A dirlo è stato il deputato di FdI, Giovanni Donzelli, sottolineando di non avere «gli strumenti giuridici per dire se ha ragione Richetti o chi lo denuncia». «Però – ha aggiunto – certamente non mi piace questo modo di provare a indirizzare le campagne elettorali gettando fango nel ventilatore sulle persone».

Donzelli: «Basta fango nel ventilatore, è uno stile sbagliato»

«È uno stile sbagliato, non è giornalismo d’inchiesta questo», ha proseguito Donzelli, che è stato chiamato nel corso dell’intervista Adnkronos Live a commentare il caso delle accuse di molestie sessuali rivolte a Richetti. Com’è noto, Richetti è finito al centro di un caso di accuse di gravi molestie sessuali dopo un’inchiesta di Fanpage nella quale una donna, rimasta anonima, puntava l’indice contro un senatore, a sua volta lasciato nell’anonimato e mai denunciato all’autorità giudiziaria. Al termine di una caccia all’uomo durata un’intera giornata è stato il partito di Richetti, Azione, a farne il nome, sostenendo però che il molestato era lui, vittima di un caso di stalking che aveva denunciato alle autorità competenti tempo prima.

Sul caso Richetti continua lo scontro tra Calenda e Picierno

Si tratta con tutta evidenza di un caso tanto delicato quanto controverso, nel quale se da un lato è difficile trarre conclusioni sarebbe invece facilissimo buttarsi a capofitto, specie in campagna elettorale. Il deputato di FdI ha chiarito di non avere alcuna intenzione di percorrere questo terreno. Non lo stesso, per esempio, è avvenuto in casa Pd, dove da giorni c’è chi rilancia la vicenda a mezzo social, provocando anche continui battibecchi con Azione. In particolare a tenere banco sono i botta e risposta tra Pina Picierno e Carlo Calenda. L’ultimo quello di oggi. «Che dite non potevate aspettare di capire un poco meglio questa vicenda prima di sbattere il mostro su Twitter sulla base di un’accusa anonima?», ha scritto su Twitter il leader di Azione. «Entrare a gamba tesa in una storia così delicata, schierarsi totalmente da una parte, come ha fatto Calenda, e puntare a sminuire e colpevolizzare la donna è una totale vergogna», ha replicato Picierno.

Ed è così che, esercitandosi nell’arte dell’indagine e del processo, dell’accusa e della difesa, parte della politica finisce per mancare il punto che invece le compete e che ha messo in evidenza Donzelli: la riflessione su certi meccanismi mediatici e sulle tempistiche di certe inchieste che emergono rigorosamente in campagna elettorale, anche se magari di quei fatti se ne vociferava da tempo. E ci si domanda se questa sia una distrazione, magari dettata da un riflesso pavloviano, o una cinica scelta di convenienza.

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