Covid, lo studio svedese: «Contro Centaurus anticorpi funzionano come contro Omicron 5»

3 Set 2022 13:06 - di Redazione
centaurus

Uno studio svedese porta buone notizie sul fronte Covid: la nuova variante di Omicron BA.2.75, più nota come Centaurus, non è più resistente agli anticorpi rispetto a Omicron 5, attualmente dominante. A svolgere la ricerca è stato il Karolinska Institutet, che l’ha pubblicata sul Lancet infectious diseases, sottolineando come le evidenze emerse siano «molto positive» e «molto rassicuranti» perché confermano che, in caso di una ondata della sottovariante, la popolazione potrà giovarsi degli anticorpi già sviluppati con Omicron 5.

«Centaurus non è più resistente agli anticorpi di Omicron 5»

Lo studio ha testato in particolare la capacità di Centaurus di sfuggire o meno alle difese del sistema immunitario già entrato in contatto con la variante principale. «Identificare quanto sia vulnerabile la popolazione, in questo momento, alle varianti emergenti è fondamentale», ha spiegato Daniel Sheward, ricercatore presso il Dipartimento di microbiologia, biologia dei tumori e delle cellule del Karolinska Institutet, e primo autore dello studio. «Producendo uno pseudovirus per BA.2.75, siamo stati in grado di testarne la sensibilità agli anticorpi presenti nei donatori di sangue», ha chiarito.

I ricercatori svedesi: «Una notizia rassicurante»

I test sono stati effettuati utilizzando 40 campioni di sangue prelevati a caso a Stoccolma, sia prima che dopo la prima ondata di Omicron. «Il nostro studio mostra che Omicron BA.2.75 ha approssimativamente lo stesso livello di resistenza agli anticorpi della variante dominante BA.5, il che è una notizia rassicurante se dovessimo subire un’ondata BA.2.75 in Svezia», ​​ha aggiunto Ben Murrell, dello stesso Dipartimento del Karolinska Institutet, e autore senior dello studio sulla sottovariante rilevata per la prima volta a maggio in India e poi diffusasi rapidamente in altri Paesi del mondo.

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