Ciro Grillo, in aula spuntano altre molestie in Nuova Zelanda: una chat inchioda l’imputato e sua madre

22 Set 2022 10:49 - di Greta Paolucci
Ciro Grillo

Al processo per stupro in corso al tribunale di Tempo Pausania nei confronti di Ciro Grillo e dei dei suoi tre amici genovesi, Vittorio Lauria, Edoardo Capitta e Francesco Corsiglia, spunta una chat che mette a dura prova la difesa dei legali del figlio del fondatore del M5S. E che mette in difficoltà Parvin Tadjik, la moglie iraniana di Beppe Grillo e madre dell’imputato, ascoltata ieri in aula. Una conversazione telefonica a più riprese da cui si evince l’espulsione del rampollo genovese da una scuola ad Auckland, in Nuova Zelanda, nel 2017.

Nel processo a Ciro Grillo e ai suoi amici spunta una chat compromettente

Un precedente, quello della cacciata di Crio Grillo dall’istituto neozelandese, che irrompe sulla scena processuale nell’udienza di ieri, che come noto vede al centro del dibattimento l’accusa per stupro di gruppo che vede imputati lo stesso figlio del fondatore del M5S e i tre suoi amici. Un documento che l’avvocato Dario Romano – che rappresenta la parte civile della studentessa italo-norvegese, che denunciò di essere stata violentata nel luglio del 2019 in Costa Smeralda dai quattro ragazzi – ha sfoderato sotto gli occhi della madre di Ciro ascoltata ieri. La quale, a domanda precisa sulle accuse di possibili altre molestie, addebitate al figlio in trasferta studentesca all’estero, aveva appena finito di asserire di non averne saputo niente. Proprio «no, mai». E invece…

In aula spuntano altre presunte molestie: la vicenda del college in Nuova Zelanda…

Invece la chat inchioda madre e figlio. Dalle carte che l’avvocato Romano tira fuori in aula, infatti, emerge la documentazione che proverebbe un precedente importante. e che riproporrebbe il triste copione di frasi volgari e rivendicazioni sfrontate che animano un caso rimasto nell’ombra fino a ieri. Quello datato 2017 – come emerge dalla documentazione – quando Ciro Grillo è alle prese con una vacanza studio al Macleans College, scuola di Auckland, in Nuova Zelanda. Un’esperienza che il ragazzo in chat con gli amici commenta con frasi come “Ca…i durissimi in Nuova Zelanda” e altre amenità di questo tipo. Epiteti e osservazioni discutibili con cui Grillo Jr si avventura in “considerazioni” non proprio di maniera, indirizzate anche sulle figlie del vicepreside del Macleans College, Phil Goodyear». Scatta a quel punto un processo scolastico.

La madre depone ma “dimentica” l’espulsione di Ciro dall’istituto neozelandese

E a quel punto, come apprende anche l’Adnkronos – perché l’udienza si celebra a porte chiuse – il legale che con un coupe de theatre ha tirato fuori le chat del 2017, spiega che Ciro Grillo era stato espulso dalla scuola ad Auckland. E i genitori lo hanno fatto rimpatriare con il primo volo per l’Italia. «Hanno parlato anche di polizia. In Nuova Zelanda minacciare qualcuno è gravissimo», si legge nella messagistica di cui riferisce l’agenzia stampa. E ancora: «Ciro non c’è niente da fare il direttore generale ha parlato con Caterina e ti vogliono espellere con foglio di via. Forse anche con la polizia se tu fai resistenza. A meno che tu non venga via di tua spontanea volontà, hanno già deciso che perderai il processo anche se ti scuserai o hai ragione».

Il documento inchioda Ciro Grillo e sua madre

L’unica soluzione possibile, sembra ricostruire la ricostruzione in aula, è il ritorno a casa. «Non vogliono darti il nulla osta per l’altra scuola, quindi non ti puoi assolutamente spostare perché l’altro istituto non ti può accettare», recita la documentazione presentata all’udienza. Un carteggio che sulla vicenda neozelandese conclude: «Abbiamo veramente provato di tutto ormai da 16 ore, mi dispiace non c’è niente da fare». Oggi invece, quella chat entrata nel processo di Tempio Pausania, di cose da fare e da dire ne indica… La battaglia in tribunale è appena cominciata.

 

 

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

SUGERITI DA TABOOLA