Censura Ue a Orban, Meloni spiega il no: “Ungheria democratica, non regaliamola a Putin”

16 Set 2022 10:21 - di Robert Perdicchi
Il giorno dopo il voto contrario al documento di censura Ue all'Ungheria di Orban, Giorgia Meloni spiega le ragioni del "no"

Il giorno dopo il voto contrario di Fdi e Lega e dei Conservatori europei al documento di censura Ue all’Ungheria di Orban, Giorgia Meloni spiega le ragioni del “no”, anche alla luce dei tentativi del centrosinistra di strumentalizzare la posizione del centrodestra per fini elettorale, come fa oggi Enrico Letta sulla Stampa. ““Il documento votato a Strasburgo è un documento molto politico. Forse non ci siamo resi conto della situazione in cui ci troviamo. C’è un conflitto, la scelta intelligente sarebbe avvicinare le nazioni europee piuttosto che allontanarle. Non possiamo regalare alleati ai nostri avversari”, dice a Radio Anch’io su Radio 1 il presidente di Fratelli d’Italia, parlando del voto contrario di Fratelli d’Italia al Parlamento europeo al documento contro l’Ungheria.

Il voto della Ue contro Orban, Meloni dice no

Ieri, a Strasburgo – con 433 voti a favore e 123 contrari – l’europarlamento aveva approvato un documento che bolla l’Ungheria come una “minaccia sistemica” per i valori fondanti dell’Ue in virtù di quel “regime ibrido di autocrazia elettorale” costruito da Viktor Orban. Ogni ulteriore tentennamento, sostengono gli eurodeputati, sarebbe connivenza e dunque si esorta il Consiglio ad intervenire per evitare, da parte sua, possibili “violazioni del principio dello Stato di diritto”. Il rapporto ha suscitato lo sdegno (nonché il blocco compatto alle votazioni) di Budapest  e dei dgruppi più a destra dell’emiciclo: Identità e Democrazia (ID) e i Conservatori-Riformisti Europei (ECR), dove militano i rappresentanti di Lega e Fratelli d’Italia. Oggi la Meloni è tornata su quel voto.

La guerra e la necessità di isolare la Russia di Putin

“E’ un testo in cui si dice che l’Ungheria non deve prendere lo risorse europee, ma questo va fatto circostanziando quali sono le accuse. Io vorrei – spiega – che non ci fosse una discrezionalità, cioè dire quanto mi fa simpatia e antipatia il governo di quella nazione, perché poi diventa difficile per tutti. In quel testo c’è una serie di materie risolte da tempo“. Parlando sempre della guerra, Meloni fa notare che sarebbe un errore regalare i nostri alleati alla Russia, allontanandoli da noi. E non solo l’Ugnheria. Leggo continuamente di attacchi alla Polonia. Dobbiamo renderci conto che la Polonia si sta caricando tutti i profughi ucraini senza chiedere niente all’Europa. Vogliamo davvero aprire questo fronte? La Polonia, lo dice la Nato, rischia di trovarsi in guerra con la Russia. E noi cosa facciamo? Attacchiamo la Polonia esattamente come l’Ungheria?“.

“La democrazia in Ungheria esiste”

“Tutti i partiti ungheresi, si sono indignati per questo documento, anche quelli che si oppongono a Orban. E’ una dittatura davvero?”, si chiede la Meloni, parlando ancora del documento contro l’Ugheria approvato dal Parlamento europeo e non votato da Fdi e dalla Lega. “La sinistra non mi pare che sia storicamente nazionalista – sottolinea a leader di Fdi – eppure sono tutti d’accordo sul fatto che vivono questa vicenda come una discriminazione”. “Orban ha vinto le elezioni, più volte anche con ampio margine, con tutto il resto dell’arco costituzionale schierato contro di lui, è un sistema democratico. Dopodiché, i modelli dell’est sono diversi dal nostro? Sì. E questo perché fino agli anni ‘90 li abbiamo abbandonati sotto il giogo sovietico, ora dovremmo dargli una mano”, conclude Meloni.

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