Allarme energetico, Rampelli: “C’è chi specula e chi truffa. No alle pressioni di Amsterdam”

9 Set 2022 14:01 - di Alessandra Danieli

“C’è chi specula e chi truffa”. Così Fabio Rampelli in un confronto sull’emergenza energetica aperto dal Foglio. Che oggi ospita interventi di vari esponenti di partiti. “Prima di ogni cosa è necessario arginare la pressione speculativa che viene fatta ad Amsterdam. Parlare di scostamento di bilancio senza aver risolto questo nodo rischia di vanificare ogni sforzo del Parlamento”, dice il vicepresidente della Camera. “Soldi che rischierebbero di essere bruciati nella spirale di aumenti. Sarà indispensabile convincere l’Ue a porre il tetto al prezzo del gas. Vincendo le resistenze di Olanda e Germania, ma sarà altrettanto necessario disallineare il prezzo del gas da quello dell’energia”.

Energia, Rampelli: stop alle speculazioni di Amsterdam

“Il prezzo dell’energia – precisa Rampelli-è costituito in quota parte dalla produzione del fotovoltaico, eolico, carbone e altro. Se questa modalità viene equiparata al costo del gas non si sta facendo solo speculazione ma una truffa. Si parla di far pagare gli extra-profitti alle società che hanno realizzato guadagni astronomici”.

Riscrivere la norma sugli extra-profitti

Il governo Draghi è intervenuto, ma la norma scritta maldestramente da Palazzo Chigi ha scatenato i ricorsi d’incostituzionalità. Quindi – incalza – “risulta urgente correggerla. Ma anche chiedere il rimborso totale del differenziale tra il prezzo dell’energia prodotta attraverso il gas e altre forme. Infine immaginare una tassazione più robusta di quella del 25%. Perché il gas che si sta vendendo agli utenti è quello acquistato prima dell’invasione dell’Ucraina a prezzi più contenuti”.

Riattivare le piattaforme estrattive del gas domestico

“Per quanto riguarda la riattivazione delle piattaforme estrattive esistenti del gas domestico – ha aggiunto Rampelli- la soluzione è la sospensione del Pitesai. Piano scritto da Conte e vergato da Draghi che ha bloccato la captazione del gas nostrano”. In questo modo, secondo l’esponente di FdI si possono recuperare circa 300mld di metri cubi. “Che, con quello dell’Azerbaigian, del Mare del Nord e dell’Algeria,  ci consentirebbero di fare a meno dei 30 miliardi di gas di Mosca. E riacquisire autonomia energetica. È il momento di attivare il giacimento Eni di Cipro”.

Si può migliorare la resta dell’energia idroelettrica

“Altra storia è quella dell’energia idroelettrica”, spiega ancora Rampelli sulla fonte rinnovabile e sovrana da cui traiamo il 18% di energia. “Una quantità migliorabile con la riconduzione forzata, riportando l’acqua in quota con un pompaggio per farla ricadere ‘n’ volte, ricavandone energia pulita. Meccanismo che non subisce affatto il fenomeno della siccità perché riusa sempre la stessa acqua. Ma le centrali idroelettriche sono state trascurate, portate al minimo produttivo e infine messe da Draghi sul mercato europeo in forza della Bolkestein. Vuoi vedere qualche multinazionale le trasformerà in business?”-

La partita si gioca su più fronti, ma non c’è visione

“La partita – conclude Rampelli dalle colonne del Foglio – è su più fronti. Purtroppo  spiccano l’assenza di visione e l’abbandono della capacità produttiva per consegnarsi alla fallimentare spinta che ha spostato l’asse geopolitico del pianeta verso la Russia o Cina. Ecco il conto”.

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