Tremonti massacra Draghi: “Ridicola quella foto sul treno per Kiev, basta con i falsi eroi” (video)

2 Ago 2022 15:25 - di Monica Pucci
ntervento urticante di Giulio Tremonti a una serata pubblica in Toscana: nel mirino c'è Draghi, con il quale incrocia le armi da mesi...

E’ un Giulio Tremonti caustico e quanto mai critico con Mario Draghi, suo acerrimo “nemico“, quello che si lascia intervistare all’Argentario, tenuta Parrina, dal giornalista Angelo Polimeno sul tema “Tra Globalizzazione e de-globalizzazione” (qui il video di Radio Radicale): un incontro che Il Foglio racconta con un taglio ironico e divertito (comprensivo delle citazioni con erre moscia dell’ex ministro) ma dai contenuti molto politici.

Tremonti demolisce i poteri bancari e Draghi

Le critiche di Tremonti sono indirizzate innanzi tutto verso il mondo bancario, quei “poteri forti” del mondo creditizio che governa il mondo e la politica, anche in Italia. “Il pronto soccorso della Bce? E’ diventato una lungodegenza. Viviamo un’epoca in cui i governanti si inginocchiano ai banchieri centrali, Adenauer e Churchill l’avrebbero mai fatto?”. Tremonti guarda anche indietro, a quel 2008 che vide il Pd prevedere l’intervento a gamba tesa della Bce sul governo Berlusconi, la “letterina” che lo fece cadere. Ne ha per tutti, l’ex ministro, ma soprattutto per Draghi, al quale contesta perfino la famosa frase sul “bazooka” della Bce, che da tanti viene considerata il capolavoro con cui il premier italiano mise a tacere i ribollenti mercati in subbuglio, da capo della Bce. “Quello di Draghi non fu whatever it takes bensì whatever mistakes”: tradotto, non qualsiasi cosa serva, ma qualsiasi errore sia commesso…

La foto del treno di Kiev e il Pnrr superato

Come riferisce Il Foglio, Tremonti maramaldeggia dal palco anche sui vertici del G7, su quel comunicato finale “che sembrava scritto da bambini, otto pagine sul gender fluid e quattro sull’Ucraina, per non parlare della foto a Fontana di Trevi…”. E il Pnrr, che Draghi fu chiamato a tutelare da Palazzo Chigi? “Figlio di un mondo che non c’è più. E comunque fu merito del governo Conte, non di Draghi“.  “Dal suo arrivo abbiamo assistito alla costruzione di una mitologia totalmente slegata dalla realtà. Beato quel paese che non ha bisogno di eroi, diceva il caro Brecht”. E la preoccupazione delle cancellerie occidentali?  “Ah, sapete, io son molto provinciale, non frequento nessuno, tantomeno cancellerie, non so nulla, però non mi sembra che ci sia questo panico in giro, ecco”. L’ultima stoccata è ancora per Draghi:  “Quella foto sul treno per Kiev, francamente ridicola. Adenauer non ci sarebbe andato, la Thatcher non sarebbe andata”

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