Non c’è trippa per gatti ma Di Maio prova ad allearsi con gli animalisti per convincere Letta

9 Ago 2022 13:03 - di Lucio Meo

Col senno di poi, quando Luigi Di Maio pronunciò la famosa frase “Putin è peggio di un animale”, c’è da chiedersi se stasse offendendo il presidente russo o le povere creature più o meno pelose. Di sicuro lo avevamo lasciato inginocchiato per una foto ricordo accanto a Buk, il cane del distaccamento cinofilo antidroga di Avellino, con il poliziotto-padrone vicino in una delle tante foto esibite sui social dal ministro più vanesio che la storia della Repubblica abbia mai conosciuto. Dunque Di Maio è da sempre amante degli animali o improvvisamente lo è diventato dei voti degli animalisti?

Di Maio e quell’improvviso feeling con gli animalisti

Oggi che va disperatamente a caccia di voti, Luigi Di Maio sta cercando di trasformare quella sua presunta passionaccia per gli animali in una macchina acchiappa-voti e mantieni-poltrona, la sua. Messo ai margini da Enrico Letta, che gli ha concesso poco più che un diritto di tribuna allargato, Di Maio ha pensato che forse qualche voto potrebbe raccattarlo tra gli appassionati di animali. Ed ecco che ieri ha annunciato un clamoroso accordo tra la sua lista “Impegno Civico” e il Partito Animalista Italiano, formazione politica che alle Europee del 2019 a livello nazionale ha ottenuto lo 0,6%, più o meno quanto ha raccattato lui negli ultimi sondaggi.

L’accordo è stato annunciato ieri dallo stesso Partito Animalista: «È in corso un’interlocuzione con i vertici di Impegno Civico per definire insieme una proposta concreta che caratterizzi Impegno Civico oltre che per la sua sensibilità ambientale anche per una sensibilità animalista», come ha annunciato Cristiano Ceriello, avvocato, attivista per i diritti animali. Il partitino di  Di Maio – secondo Libero – starebbe cercando di allearsi anche con il Movimento Lir, Coordinamento dei Liberali, Repubblicani e Laici, guidato dall’avvocato napoletano Enzo Peluso. In attesa di un collegio sicuro per se stesso, Di Maio porta in dote a Letta i suoi voti, ma è proprio quella voglia di correre da big che – come abbiamo scritto – potrebbe costargli caro…

 

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