Monteforte Irpino, parlano i figli del negoziante cinese ucciso dal profugo nigeriano: “Amava l’Italia, il killer deve pagare”

4 Ago 2022 15:58 - di Davide Ventola
A Monteforte Irpino, Robert Omo, Luigi

«Aveva chiamato il suo negozio “Beautiful City” perché era innamorato dell’Italia ed era felice di vivere e lavorare qui»: a parlare sono i figli di Gao Yuancheng, a Monteforte Irpino, conosciuto come Luigi. Del 56enne cinese ucciso a martellate nel suo negozio non parla nessun tg nazionale, ma la cittadina in provincia di Avellino resta profondamente scossa. È attesa per oggi l’autopsia sulla salma dell’uomo che poi dovrebbe essere riconsegnata alla famiglia per i funerali. “Era innamorato di questo Paese”, ricordano a Telenostra i figli tra le lacrime, che chiedono alla giustizia italiana di non lasciare impunito il killer.

L’assassino si chiama Robert Omo, 24 anni, nigeriano senza fissa dimora. Di lui non abbiamo fotografie. La dinamica con cui ha ucciso Luigi e ridotto in fin di vita Tsankov Krasimir Petrov, 49 anni, giardiniere, è agghiacciante.

Robert Omo come Kabobo: stava colpendo anche una mamma con un bambino

Il giorno prima, il nigeriano aveva picchiato un operatore della Caritas: un mancato rispetto della fila e un rimprovero che Robert Omo aveva preso come un grave affronto. Sabato mattina l’irruzione nel negozio di Luigi, commerciante ben voluto in tutta Monteforte Irpino per la sua operosità e la sua gentilezza. Dalle telecamere di sorveglianza pare che il nigeriano abbia preso i due martelli e abbia colpito alla testa prima Petrov, che era entrato nel negozio per acquistare dei prodotti per la sua attività di giardiniere. A quel punto avrebbe massacrato il commerciante cinese: i giornali locali riferiscono di immagini raccapriccianti con Robert Omo che infierisce a martellate sui due corpi inermi.

Chi è l’assassino nigeriano

Due mesi fa Irpinia News ha scoperto che Robert Omo dormiva sotto i portici di una chiesa a Torrette di Mercogliano. Da tempo il nigeriano viveva davanti al portone della chiesa. Il parroco e alcuni fedeli gli portavano il cibo. Tutti nella zona sapevano della sua presenza. Il richiedente asilo arrivò ad Avellino alcuni mesi fa dopo essersi fermato a Malta. E’ stato in passato ospitato alla Caritas ma poi era tornato in strada.

A Monteforte Irpino Luigi era ben voluto da tutti: i figli chiedono giustizia

Sarebbe potuta essere una strage, come fu per Kabobo a Milano qualche anno fa, a detta dei testimoni. Il 24enne si è infatti scagliato contro una donna e la sua bambina: a quel punto provvidenzialmente sono intervenuti gli addetti di un’autofficina che hanno neutralizzato l’aggressore.

Robert Omo, detenuto nella casa circondariale di Bellizzi Irpino, è accusato di omicidio aggravato e tentato omicidio. Durante l’interrogatorio di garanzia si è avvalso della facoltà di non rispondere. “Robert non ricorda l’accaduto, è completamente dissociato” ha detto l’avvocato difensore Nicola D’Archi, che valuterà se chiedere una perizia psichiatrica.

Nella foto: a sinistra Robert Omo, a destra la vittima, Gao Yuancheng

 

 

 

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