Meloni: “Il taglio del rating da parte di Moody’s preoccupa, l’Italia ha bisogno di tornare a correre”

6 Ago 2022 17:08 - di Carlo Marini
Moody's rating

«Preoccupa il taglio dell’outlook sul debito italiano da parte dell’agenzia di rating Moody’s, che si aggiunge alla drastica revisione delle stime di crescita del Pil italiano per il 2023 prevista dalla Commissione Europea. Siamo in clamoroso ritardo sull’esecuzione dei progetti del Pnrr, e l’Italia viene vista come una nazione sostanzialmente ferma. Per questo siamo convinti che serva un cambio radicale rispetto alle disastrose politiche portate avanti in quest’ultimo decennio, dove il Pd è sempre stato al governo pur avendo perso sistematicamente tutte le elezioni. L’Italia ha bisogno di tornare a correre, il nostro obiettivo primario sarà quello di tornare a liberare il genio creativo italiano, nostra vera inesauribile risorsa. Siamo pronti». Lo dichiara il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni.

Il taglio del rating di Moody’s e la risposta del governo italiano: “Opinabile”

Sulla crescita dell’Italia pesano l’effetto Ucraina e il caro-energia. E ora «la fine del governo Draghi e le elezioni anticipate del 25 settembre aumentano l’incertezza politica e programmatica in un contesto economico e di mercato difficile». Così l’Agenzia di rating Moody’ s ha rivisto da stabile a negativo l’outlook, dunque le prospettive sul nostro Paese pur confermando il rating sul debito a Baa3 nel giorno in cui la temuta frenata dell’economia dà i suoi primi segnali. Per il secondo mese consecutivo la produzione industriale in Italia arretra, dice l’Istat, scendendo del 2,1% a giugno, dopo il calo di 1,1% a maggio.

«La decisione appare opinabile», si legge nella risposta, diffusa tramite una nota del ministero dell’Economia e delle finanze (Mef) italiano.  Con una nota diramata a tarda sera il Mef ha definito la revisione al ribasso «opinabile», spiegando che i numeri dell’economia, come dimostrato dal dato più che positivo sul Pil del secondo trimestre, sono buoni e che «le elezioni anticipate non costituiscono un’anomalia nel contesto delle democrazie europee». Il governo è peraltro «fiducioso» anche sull’attuazione del Pnrr.

 

 

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