Ma perché stanno tutti a coccolare l’egocentrico Calenda che non vale più del 5 per cento?

5 Ago 2022 8:00 - di Redazione

Ma perché Carlo Calenda occupa da giorni le prime pagine anche se il suo peso politico è scarsamente significativo? Se lo chiede giustamente Libero, facendo notare “che secondo l’ultima Supermedia dei sondaggi nazionali diffusa ieri da Agi e YouTrend raccatterebbe il 5% dei voti degli italiani. Peraltro nemmeno da solo, ma in coabitazione con un’altra sigla, +Europa, grazie a cui è esentato dalla raccolta delle firme per presentare la lista (un lavoraccio già di base, figuriamoci sotto l’ombrellone)”.

Dunque uno che è stimato avere il 5% dei consensi merita di essere centrale in questa campagna elettorale? Lo si interpella più di Enrico  Letta, lo si coccola più di Mario Draghi. Nella sua infinita vanagloria si è pure candidato premier. Ma di lui non ha detto male Pierluigi Bersani osservando che Carlo Calenda si crede già nella valle di Giosafat a giudicare i buoni e i cattivi. Un ego sconfinato. Del resto parliamo di uno che, mentre è in viaggio con la famiglia ad Atene, si fa riprendere nell’agorà mentre legge il discorso di Pericle.

“La bizzarria – chiosa Libero – è quel mondo circostante che, di fronte all’affabulatore pariolino che si mette in testa il cappello napoleonico, annuisce e lo chiama “Imperatore”. A cominciare dal suddetto Letta, autore dell’accordo politico più masochista della storia: la spartizione di seggi 70/30 con un soggetto che ancora ieri è stato pesato circa un quinto del Pd. «Farà da magnete per i voti della destra moderata», aveva assicurato il nipote di Gianni. Qualcosa non deve funzionare nel campo attrattivo di Azione, visto che i dati successivi al patto storico che avrebbe dovuto «riaprire totalmente la partita» (Bonaparte, pardon, Calenda dixit) fotografano una Forza Italia sempre stabile all’8% e un centrodestra sempre in vantaggio di 13 punti”. Calenda è convinto che la sfida sarà tra Calenda-Letta e Salvini-Meloni. Guai a fargli notare che, forse, sarà una sfida Letta-Meloni, come ha fatto Crosetto. Immerso nella contemplazione del suo ombelico, Calenda non ci fa nemmeno caso…

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