L’ex-vicepresidente Mike Pence frena sugli attacchi all’Fbi ma inchioda l’amministrazione Biden

17 Ago 2022 19:09 - di Paolo Lami

L’ex-vicepresidente Mike Pence entra nella discussione in corso in queste ore fra i repubblicani sul ruolo dell’Fbi che l’amministrazione Biden sta utilizzando contro Donald Trump – l’ultimo sfregio è la perquisizione con sequestro di documenti nella residenza privata del tycoon a Mar-a-Lago – per costringerlo a rinunciare alla prossima corsa alla Casa Bianca.

“Il partito repubblicano è il partito di law and order: stiamo al fianco degli uomini e delle donne in blu a livello federale, statale e locale. E questi attacchi contro l’Fbi devono finire”, esorta Mike Pence criticando con forza chi in questi giorni all’interno del partito repubblicano si sta scagliando contro i federali per la perquisizione condotta nella residenza di Trump a Mar a Lago.

“Chiedere che vengano sottratti fondi all’Fbi è sbagliato quanto chiederlo per la polizia”, ha aggiunto l’ex-vice presidente, durante una conferenza in New Hampshire, considerata dagli esperti come parte del lavoro preparatorio in vista di una possibile candidatura alla Casa Bianca nel 2024.

Molti esponenti di destra infatti, hanno fatto proprio lo slogan  “defund the police” – togli i fondi alla polizia – rivolgendolo ai federali: “defund the Fbi”, togli i fondi all’Fbi.

Pence, comunque, non ha mancato di ribadire le sue preoccupazioni e critiche per quanto è avvenuto a Mar a Lago, concentrando l’attacco contro i vertici politici dell’amministrazione democratica: “Voglio ricordare ai miei colleghi repubblicani che possiamo ritenere l’attorney general responsabile delle decisioni che ha preso senza attaccare il personale dell’Fbi”, ha detto ribandendo la necessità di andare “al fondo di quello che è successo, comprendere i fatti”.

“Ma la cosa più importante è che gli americani vengano rassicurati sull’integrità del nostro sistema giudiziario – ha continuato – e anche la semplice apparenza che la politica abbia avuto un ruolo nella decisione del Dipartimento (di Giustizia, ndr) richiede una trasparenza mai avuta prima”,

Per questo Pence ha detto che chiederebbe all’attorney general, Merrick Garland, di pubblicare la dichiarazione giurata alla base del mandato di perquisizione, che è stato già reso pubblico. “Queste azioni senza precedenti richiedono una trasparenza senza precedenti”, ha concluso Pence.

Pence ha risposto a chi gli chiedeva, durante il suo intervento alla conferenza in New Hampshire, se fosse disponibile a testimoniare di fronte alla commissione che sta indagando sull’assalto al Congresso condotto dai sostenitori di Donald Trump il 6 gennaio 2021 mentre Pence stava presiedendo la sessione per ratificare la vittoria elettorale di Joe Biden: “Se ci fosse un invito a partecipare lo prenderei in considerazione”, ha detto Pence.

L’ex-vice di Trump ha però poi sottolineato che bisognerebbe tenere presente dei caveat costituzionali, ricordando che ogni “invito dovrebbe considerare il ruolo che avevo come vice presidente”.

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