Flat tax, Leo spiega la proposta di FdI: “Chi crea ricchezza e lavoro va premiato e non punito”

20 Ago 2022 15:46 - di Giovanni Pasero
Flat tax, Leo

”L’idea di una flat tax sul reddito incrementale al 15% nasce dall’ambizione di creare un meccanismo incentivante, a favore di chi crea ricchezza e di chi lavora”. ”L’idea di fondo è semplice: su tutto ciò che si dichiara in eccedenza rispetto al pregresso, si pagheranno meno tasse, ‘solo’ il 15%”. E’ la proposta fiscale di Fratelli d’Italia, presentata dal responsabile del dipartimento economico del partito, Maurizio Leo, in una lettera scritta a Repubblica. ”Caro Direttore, la flat tax sembra diventata il nuovo tormentone di questa calda estate”, si legge sul quotidiano. ”Le scrivo con l’auspicio di meglio illustrare la posizione e le proposte di Fratelli d’Italia e nella speranza di stimolare un dibattito sereno e saldamente ancorato al tecnicismo tributario”.

”Riteniamo necessario un percorso graduale che, partendo dalla flat tax incrementale, passi per un progressivo appiattimento e semplificazione delle aliquote Irpef, fino ad arrivare, valutata la compatibilità finanziaria, ad una aliquota unica”. In premessa Leo sottolinea che la posizione di Fratelli d’Italia ”è chiara da tempo e coerente, nonché responsabile”. ”Nessuna differenza nel centrodestra, ma solo una maggiore attenzione alle singole fasi di realizzazione di un percorso condiviso”, assicura l’esponente di FdI.

Flat tax: Maurizio Leo illustra la posizione di FdI

La flat tax al 15%, spiega Leo, ”deve riguardare il solo anno in cui l’incremento di reddito si realizza, mentre non sarebbe sensato un trascinamento del beneficio nei successivi, se non in relazione a eventuali ulteriori incrementi. Inoltre, la nostra proposta parte dal presupposto che il reddito da incentivare vada determinato non per confronto con l’anno precedente, bensì rispetto al reddito annuale massimo dichiarato in un periodo pluriennale di riferimento. Questo per evitare possibili abusi, o strumentalizzazioni”

”Vogliamo istituire una sorta di ‘premio di produttività nazionale’, applicabile a tutti, indistintamente”, spiega l’esponente di Fdi. In questo senso, ”sembrano mal indirizzate le critiche in termini di costituzionalità. È stato sostenuto che la misura violerebbe l’equità orizzontale e ciò la renderebbe incostituzionale. Lo sarebbe allora tanto quanto gran parte dell’attuale sistema fiscale, nel quale l’iniquità orizzontale è diventata la regola, più che l’eccezione, talora giustificata da interessi vari, pure costituzionalmente garantiti”.

”Basti ricordare che solo i redditi da lavoro sono soggetti a progressività, mentre le rendite finanziarie e immobiliari sono tassate, a parità d’importo, con aliquota piatta”, osserva Leo. In sostanza, ”la flat tax incrementale intende costituire uno stimolo, temporaneo ma decisivo, ad alzarsi dal divano, darsi da fare, migliorare per se stessi, la propria famiglia e il Paese”.

Incrementare il proprio reddito, secondo l’esponente di FdI, ”vuol dire contribuire alla crescita della ricchezza nazionale, innescando un circolo virtuoso di crescita e maggior gettito. Questo senza dimenticare che verrà anche a determinarsi un incentivo, indiretto ma evidente, ad allineare la ricchezza dichiarata con quella reale. Anche da qui passa il contrasto all’evasione”.

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