Dopo i cinghiali anche la minaccia degli orsi: al nord il caldo li spinge nelle città, allarme in Trentino

3 Ago 2022 15:59 - di Leo Malaspina

I cinghiali al sud, gli orsi al nord. Un problema di rifiuti, certo, ma anche di siccità, di controlli, che riguarda la fauna selvatica dei boschi costretta a spingersi fin nei centri abitati. Come nel caso degli orsi del Nord est d’Italia, diventati, a detta della comunità locale, pericolosi per le popolazioni. La problematica legata alla presenza di orsi confidenti nei centri abitati di alcuni comuni del Trentino è stata al centro di una riunione del Comitato Provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, che si è svolta al Palazzo del Governo ed è stata presieduta dal commissario del governo di Trento, Gianfranco Bernabei. All’incontro, oltre ai vertici provinciali delle forze di polizia, hanno preso parte il presidente della Provincia Autonoma di Trento, Maurizio Fugatti, il dirigente del Dipartimento Protezione Civile, Foreste e Fauna della Provincia Autonoma di Trento, i sindaci dei Comuni di Arco, Spormaggiore e Contà, l’assessore comunale di Ledro, con delega conferita anche per il Comune di Riva del Garda ed il dirigente del Servizio Foreste e Fauna della Provincia Autonoma di Trento.

Orsi in Trentino, la minaccia per le case dei cittadini

In apertura, il Commissario del governo Bernabei ha fatto il punto della situazione anche alla luce degli ultimi avvistamenti di orsi registrati in alcuni comuni della provincia trentina, in cui esemplari di plantigradi già radiocollarati – ma non si può escludere la presenza di orsi non censiti – si sono spinti nei centri abitati arrivando nelle piazze e nelle strade urbane, in giardini di abitazioni private, nei pressi di allevamenti di piccoli animali e rovistando anche nell’immondizia.

“In considerazione dei possibili rischi per l’incolumità pubblica e la sicurezza della popolazione i presenti, in relazione al vigente Piano Provinciale per la gestione dei grandi carnivori, hanno sottolineato l’importanza di sensibilizzare la cittadinanza ed eventuali turisti – si sottolinea – al fine di scoraggiare atteggiamenti imprudenti, di interazione o di ricerca degli orsi, dai quali possono sorgere situazioni di pericolo e di generale preoccupazione”.

A conclusione dell’incontro, conclude il commissariato del governo di Trento, “il presidente della Provincia Autonoma di Trento ha richiamato l’attenzione sul piano provinciale per la gestione dell’orso in Trentino, che detta una disciplina articolata sulla gestione degli orsi confidenti graduando le soluzioni da adottare, in ragione dell’accentuata pericolosità del plantigrado e nel pieno rispetto della tutela di tale specie, anche mediante rimozione nei casi in cui sussistano rischi per la pubblica incolumità”.

L’incontro ravvicinato con un escursionista

Ieri, intanto, si è verificato un incontro ravvivinato di un’orsa accompagnata da un cucciolo con un uomo che si trovava nei boschi di Spormaggiore con il proprio cane. «Secondo quanto ricostruito dalla testimonianza dell’escursionista, dopo l’incontro l’animale ha messo in atto quello che tecnicamente viene definito un falso attacco e successivamente ha inseguito l’uomo per un breve tratto, fino a quando non ha scavalcato la recinzione di un frutteto da dove poi ha raggiunto la sua abitazione – fa sapere l’amministrazione provinciale –. Anche il cane è rincasato in un secondo momento. Sono in corso ulteriori accertamenti da parte dei forestali. La presenza di cuccioli accompagnati dalla madre è un fattore che può innescare eventuali falsi attacchi o comportamenti aggressivi in occasione di incontri ravvicinati.

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