Berlusconi: “Le assoluzioni siano inappellabili”. Scatta la protesta del sindacato dei magistrati

17 Ago 2022 19:32 - di Giovanni Pasero
Berlusconi, giustizia, assoluzioni inappellabili

Nella pillola quotidiana il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi, torna sui temi della giustizia e promette assoluzioni inappellabili: “Con noi al governo le sentenze di assoluzione, di I e II grado, non saranno più appellabili”.

“In Italia – dice Berlusconi – ogni anno migliaia di persone vengono arrestate e processate pur essendo innocenti. Il processo è già una pena, che colpisce l’imputato, ma anche la sua famiglia, i suoi amici, il suo lavoro. Per questo non deve trascinarsi all’infinito, in appelli e controappelli. Quando governeremo noi, le sentenze di assoluzione, di primo o di secondo grado, non saranno appellabili. Un cittadino – una volta riconosciuto innocente – ha diritto di non essere perseguitato per sempre. Anche perché perseguitare gli innocenti significa lasciare i veri colpevoli in libertà”.

L’inappellabilità delle sentenze di proscioglimento, in particolare delle assoluzioni inappellabili, è stato un obiettivo inseguito già dall’allora ministro della Giustizia Gaetano Pecorella con la sua riforma del 2006, cassato pochi mesi dopo dalla Corte Costituzionale. Per il presidente dell’Anm, Giuseppe Santalucia, il tema si può trattare ma non nel modo rappresentato “ossia che migliaia di persone siano ingiustamente sotto processo. Questo non rende giustizia al difficile lavoro dei tribunali e delle corti nell’accertamento della verità dei fatti”.

Plauso delle Camere Penali alla proposta di Berlusconi

Di diverso avviso Gian Domenico Caiazza, presidente dell’Unione Camere Penali. “Apprezziamo molto l’indicazione del presidente Berlusconi sull’inappellabilità per le sentenze di assoluzione”, dice Caiazza all’Adnkronos . “Corrisponde ad una delle cinque ineludibili riforme della giustizia che abbiamo presentato a tutti i leader politici in competizione, attraverso una lettera”.  “Una delle riforme che occorrerà fare con il nuovo parlamento, con il governo, quale che esso sia. Noi nella nostra lettera indicavamo appunto la necessità di tornare alla legge Pecorella, all’inammissibilità dell’impugnazione del pubblico ministero. – conclude Caiazza – Quindi salutiamo con favore questa presa di posizione da parte del presidente Berlusconi e ci auguriamo che sia la più largamente condivisa”.

Gallatti: “Giustizia in tilt, servono misure d’emergenza come le assoluzioni inappellabili”

Antonino Galletti, presidente dell’Ordine degli Avvocati di Roma interpellato dall’Adnkronos è ancora più categorico. “O si assumono finalmente 1500 magistrati o servono misure emergenziali di questo tipo. Queste – dice Galletti – sono tutte proposte che prendono atto che purtroppo non si riesce a gestire l’ordinario. La realtà dei fatti è che nessuno negli ultimi 20 anni ha risolto il problema delle piante organiche, sia del personale giudiziario che di quello amministrativo”, ha aggiunto. “In queste ore, il presidente del tribunale romano, il più grande, ha certificato il fallimento del sistema, sospendendo per 6 mesi le udienze penali collegiali provenienti dalle decisioni dei giudici per l’udienza preliminare”, ha concluso.

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