Alta tensione per il diritto di tribuna a Di Maio, che non si fa vedere alla Festa dell’Unità dell’Emilia Romagna

5 Ago 2022 10:32 - di Francesco Severini
Di Maio
Ma quale Impegno Civico. Luigi Di Maio aveva già accettato l’offerta di Enrico Letta per la candidatura da esterno nella lista del Pd, mandando all’aria il progetto di un nuovo partito. Lo rivela il retroscena del Giornale.  “Quel «patto» tra Di Maio e Letta – scrive il quotidiano – includeva il diritto di tribuna nelle liste dem anche per altri due fedelissimi: Vincenzo Spadafora e Laura Castelli. Con buona pace dei 50 parlamentari che un mese fa hanno mollato il M5S per seguire il ministro degli Esteri nella scissione. Uno schema già definito nei minimi dettagli. Che però doveva rimanere segreto fino al 18 agosto”.

Lo staff di Di Maio: retroscena inventato

Un retroscena del tutto inventato, dice oggi lo staff di Luigi Di Maio. Ma che riporta anche alcuni virgolettati del ministro degli Esteri che, infuriato con Letta, gli avrebbe detto: «Così mi scateni contro i parlamentari. Non posso reggere 20 giorni, passo come il traditore. Non posso accettare».

Di Maio tratterebbe anche per Carelli, ma il Pd dice no

Sempre secondo Il Giornale Di Maio vorrebbe un posto anche per Emilio Carelli. Ma “al momento dal Pd si alza il muro. Perché nella «quota Di Maio» c’è da caricare anche Bruno Tabacci, ispiratore della lista Impegno Civico. Per i dem sarebbe un bagno di sangue. E dunque Carelli resterebbe fuori. Nessun diritto di tribuna per il giornalista, che viene segnalato tra i più agguerriti contro il ministro degli Esteri nelle ultime ore”.

In rivolta i militanti emiliani del Pd

Tutto falso? Di certo c’è che sono in rivolta i militanti emiliani, dove per necessità politica il ministro degli Esteri ex grillino potrebbe essere paracadutato dal Nazareno. Loro – scrive La Verità –  “ne hanno mandate giù di ogni nelle ultime legislatura, a causa degli accordi fatti in disinvoltura a Roma sulle loro spalle, stavolta si son messi di traverso in modo serio. E così, fiutata l’aria, Di Maio ha pensato bene di non farsi vedere alla Festa dell’Unità dell’Emilia-Romagna, un santuario che gli eredi di Peppone non avrebbero sopportato di vedere violato da chi, solo un paio d’anni fa, li definiva «il partito di Bibbiano». I dirigenti della federazione di Reggio Emilia hanno fatto pertanto sapere che, «a causa di impegni politici a Roma», il ministro non potrà presenziare”.

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