Vaccino Covid e mestruazioni, studio Usa su 35mila donne: “4 su 10 hanno riferito alterazioni del ciclo”

17 Lug 2022 12:47 - di Vittorio Giovenale
vaccino mestruazioni

Arriva un nuovo studio sul vaccino anti-Covid e gli effetti sulle mestruazioni. “All’inizio del 2021 i casi sono stati molti”, i casi di sanguinamento mestruale inatteso in età fertile e non, a seguito dell’iniezione contro il coronavirus, “ma a siccome in generale gli studi sui vaccini non indagano gli aspetti legati al ciclo, le segnalazioni sono state in gran parte ignorate”. E’ partendo da questa osservazione che un gruppo ricercatori americani ha lanciato uno studio su oltre 35mila partecipanti, che offre “la valutazione più completa condotta finora sui cambiamenti mestruali sperimentati nelle prime 2 settimane post-immunizzazione”, spiegano gli autori su Science Advances’. “Un’indagine statistica – riportano – ha rilevato che il 42,1% degli interpellati ha riferito un flusso mestruale più intenso dopo la vaccinazione”.

“Alcuni hanno sperimentato questo effetto nei primi 7 giorni” successivi all’iniezione, “ma molti altri hanno osservato alterazioni 8-14 giorni dopo”. Va anche detto che “circa la stessa proporzione, il 43,6%, non ha riportato cambiamenti del flusso mestruale dopo il vaccino, e il 14,3% ha riferito nessun cambiamento o un flusso più leggero”. Kathryn Clancy, docente di antropologia dell’Università dell’Illinois Urbana-Champaign, che ha guidato lo studio insieme a Katharine Lee, docente di antropologia dell’Università di Tulane, sottolinea come “i medici che si sono occupati dell’argomento, dopo avere raccolto le prime segnalazioni sulle alterazioni mestruali post-vaccinazione”, si siano mostrati “spesso sprezzanti nei confronti delle preoccupazioni dei pazienti”. Un atteggiamento al quale l’équipe di ricerca ha voluto porre rimedio con un sondaggio ad hoc, avviato nell’aprile 2021 con l’obiettivo di vederci più chiaro.

La prima testata autorevole a segnalare il problema è stata la Bbc, in un lungo servizio del 16 settembre. Aveva riferito di 30mila segnalazioni di donne britanniche

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