Omicidio Ciatti, scandalosa sentenza spagnola: solo 15 anni al ceceno Rassoul Bissoultanov

5 Lug 2022 16:37 - di Lucio Meo

Il Tribunale provinciale di Girona ha condannato a 15 anni di reclusione in carcere per omicidio volontario Rassoul Bissoultanov, il 29enne cittadino per la morte di Niccolò Ciatti, il 21enne di Scandicci (Firenze) che venne pestato senza alcun motivo la notte tra l’11 e il 12 agosto 2017 in una discoteca di Lloret de Mar, nota località della Costa Brava, dove si trova in vacanza con alcuni amici.

Il verdetto di condanna era stato emesso dalla giuria popolare del tribunale spagnolo lo sorso 3 giugno, ma la sentenza che infligge i 15 anni di carcere è stata depositata solo oggi dal giudice togato, a cui spettava determinare la pena che il ceceno dovrà scontare.

Omicidio Ciatti, la richiesta del pm era stata di 24 anni

Il procuratore Victor Pillado aveva chiesto 24 anni di carcere e 9 anni di libertà vigilata. “Dobbiamo giustizia alla famiglia Ciatti – aveva detto nella requisitoria il pm Pillado -, dobbiamo una condanna giusta e responsabile”. L’entità della pena da applicare oscillava tra i 15 e i 25 anni secondo quanto stabilisce il codice penale spagnolo per l’omicidio volontario di una persona indifesa. Il giudice ha quindi applicato la pena minima prevista. La famiglia Ciatti, tramite l’avvocato Agnese Usai, non esclude di impugnare la sentenza facendo ricorso per reclamare una pena maggiore per il condannato. “Vergogna”, ha commentato il padre di Niccolò Ciatti.

Secondo quanto ricostruito durante le indagini, Bissolultanov, esperto di arti marziali, in particolare del tipo di lotta chiamata Mma, la notte tra l’11 e il 12 agosto 2017, sulla pista da ballo della discoteca ‘St Trop’, insieme a due connazionali, improvvisamente prese di mira Niccolò Ciatti, che stava trascorrendo con i suoi amici l’ultima serata della vacanza in Costa Brava. Così iniziò il pestaggio mortale.

Bissoultanov, poco più grande di Niccolò, sferrò un violentissimo calcio alla testa del ragazzo di Scandicci, che non si rialzò più. Morì in ospedale alcune ore dopo. Anche Magomadov avrebbe preso parte al pestaggio, e alcuni video girati dai presenti in discoteca e le testimonianze degli amici di Niccolò lo confermerebbero.

Lo scorso 20 maggio la Cassazione ha annullato la scarcerazione di Rassoul Bissoultanov, estradato dalla Germania in Italia e scarcerato il 22 dicembre 2021 dai giudici della Corte d’Assise di Roma. Il ceceno nel frattempo però è tornato in Spagna dove per lo stesso caso era già stato aperto un processo, che agli inizi di giugno si è concluso con il processo davanti al Tribunale provinciale di Girona.

Il processo prosegue anche in Italia

Nel frattempo va avanti il processo in Italia per l’omicidio di Niccolò Ciatti. Lo scorso 8 giugno i giudici della Terza Corte d’Assise di Roma hanno dichiarato “infondata” l’istanza avanzata dalla difesa dell’imputato, il ceceno Rassoul Bissoultanov, con cui chiedeva di chiudere il processo italiano, per il ne bis in idem, alla luce della sentenza di primo grado pronunciata nelle scorse settimana dai giudici spagnoli che hanno condannato il ceceno per omicidio volontario aggravato. Istanza che secondo la Corte “non merita accoglimento e va rigettata” poiché nessuno dei due procedimenti è arrivato a sentenza definitiva.

“Adesso in tempi rapidissimi valuteremo l’eventuale impugnazione della sentenza, atteso che i termini dell’impugnazione nell’ordinamento spagnolo sono brevissimi”, ha detto all’Adnkronos l’avvocato Agnese Usai, legale della famiglia di Niccolò Ciatti. “Ora va letta tutta la motivazione, l’interpretazione delle norme e la considerazione puntuale delle prove per capire se non sia stata valutata qualche testimonianza nel percorso motivazionale”, ha aggiunto.

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