Morte del rapper Cranio Randagio, due condanne e un’assoluzione: la notte della droga e delle bugie

7 Lug 2022 17:59 - di Lucio Meo

Due condanne e un’assoluzione: questa la sentenza del giudice monocratico di Roma nel processo per la morte del rapper Vittorio Bos Andrei, conosciuto come ‘Cranio Randagio’ trovato senza vita il 12 novembre 2016 dopo una festa in un appartamento di via Anneo Lucano nella zona della Balduina a Roma. Il decesso sarebbe stato causato, secondo quanto emerso dall’indagine, da un mix di droghe.

La morte di Cranio Randagio tra droga e bugie degli amici

Come aveva chiesto il pm, il giudice ha assolto Francesco Manente, accusato di essere il fornitore della droga e per questo chiamato a rispondere di detenzione di droga e morte come conseguenza di un altro delitto, mentre sono stati condannati a 2 anni e mezzo Pierfrancesco Bonolis e Jaime Garcia De Vincentiis, accusati di favoreggiamento perché secondo l’accusa avrebbero mentito per coprire l’amico. Per Bonolis e De Vincentiis il pm aveva chiesto una condanna a 3 anni. Il giudice ha rimandato gli atti al pm per svolgere ulteriori approfondimenti. Lacrime e abbracci in aula fra parenti e amici del rapper deceduto.

“Non c’era sostanza che mancasse quella sera – aveva detto il pm in aula nella requisitoria – sicuramente tutti hanno consumato stupefacenti. Dall’autopsia sono emerse tracce di una decina di sostanze diverse. Il dato è che Vittorio è entrato vivo in quella casa e ne è uscito morto e questi ragazzi – ha concluso – hanno scaricato tutto su di lui, dicendo che le sostanze le aveva portate tutte lui”.

Le rime di Cranio Randagio avevano convinto lMika a selezionarlo per la sua squadra nell’edizione numero 9 di X Factor. Andrei stava per pubblicare il suo primo album aver ricevuto migliaia di commenti positivi su Facebook e YouTube per la sua esibizione al talent musicale di Sky.

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